Sostegno all'innovazione: da gennaio 2018 l'Austria alza il premio di ricerca al 14%

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Dal gennaio 2018 l’Austria ha implementato un ulteriore aumento dell’incentivo fiscale alla ricerca elevandolo dal 12% al 14%, favorendo in questo modo le attività di ricerca interne e a contratto. Indipendentemente dalla loro dimensione, le aziende che si occupano di attività di ricerca possono già da ora avvalersi del premio fiscale del 14% sulle proprie spese di Ricerca & Sviluppo. “A trarne notevoli vantaggi saranno soprattutto le imprese innovative e propense agli investimenti", spiega René Siegl, Managing Director di ABA - Invest in Austria.

A riprova del successo dei provvedimenti messi in atto dal Governo Federale negli ultimi anni, il recente Rapporto Eurostat riguardo l’incidenza percentuale della spesa in R&S sul PIL ha classificato l’Austria al secondo posto dopo la Svezia, uniche ad aver registrato nel 2016 un risultato superiore al 3% (Svezia: 3,25%; Austria: 3,09%). Svezia e Austria sono anche gli unici due paesi che ad oggi hanno superato l’obiettivo strategico stabilito dall’UE del 3% entro il 2020 della quota di spese in R&S rispetto al PIL. In particolare, l’Austria ha registrato il più alto aumento delle spese in Ricerca nell’Unione Europea degli ultimi 10 anni, passando dal 2,36% nel 2006 al 3,09% nel 2016: un incremento di 0,73 punti percentuali.

Nel 2017 l’imprenditore italiano Gianfranco Pizzuto e i suoi soci hanno scelto Salisburgo quale sede per la costituzione della propria impresa, le cui attività si concentrano sul riutilizzo delle batterie agli ioni di litio esauste delle auto elettriche. L’azienda importa inoltre auto elettriche e converte singoli modelli tradizionali in veicoli elettrici. Il modello di punta è la Fiat 500e, al momento prodotta nella versione elettrica esclusivamente in Messico e destinata al mercato californiano. A giugno 2018 la Fiat 500e di Scuderia-E partirà da Bolzano per raggiungere Oslo, con l’intento di percorrere i 2.000 chilometri di distanza in meno di 24 ore, battendo così del 30% l’attuale record mondiale, e senza consumare carburante.

A partire dal 2018 il premio alla ricerca ammonta al 14%. Può essere richiesto da qualsiasi impresa che investe in ricerca, innovazione e sviluppo, a prescindere dal settore d’attività, dalle dimensioni o dalla struttura aziendale. Possono richiederlo anche le aziende che non hanno utile o che registrano utili contenuti. Il premio viene erogato in contanti, in tempi brevi e senza lungaggini burocratiche.
Possono beneficiare del premio fiscale alla ricerca le aziende che praticano ricerca sia internamente, sia a contratto. È incluso anche lo sviluppo sperimentale di modelli, prodotti e processi che mirano a superare l’attuale stato dell’arte. È possibile rivendicare tali costi persino a prescindere dal buon esito del progetto. Oltre alle retribuzioni, agli investimenti di capitale in immobilizzazioni e immobili, alle spese pertinenti alla ricerca come i servizi acquistati, i costi di finanziamento e le spese generali, è possibile specificare anche i costi di crediti sostenuti ancor prima dell’inizio del progetto.
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