Nuove opportunità negli Stati uniti per le imprese italiane fornitrici di macchinari e attrezzature

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Prende il via il progetto Innovation Days un programma di eventi che toccheranno importanti aree industriali degli Stati Uniti fra giugno 2018 e gennaio 2019.

Il calendario degli Innovation Days, che avranno inizio a giugno 2018, si articola su cinque momenti settoriali e un evento istituzionale, ciascuno dei quali prevede visite in loco e sessioni di incontri bilaterali e di gruppo. In questo formato, l'iniziativa darà seguito alla partnership avviata nel 2015 con il Massachusetts Institute of Technology di Boston, con l'obiettivo di individuare e diffondere prassi e strategie utili a rafforzare la competitività dell'offerta italiana di tecnologia industriale e di macchinari di nuova generazione sul mercato degli Stati Uniti.

Gli incontri avverranno a Detroit, Las Vegas, San Francisco, Houston e Washington; in ognuno di essi sarà approfondito un settore specifico fra quelli sopra elencati, dedicando inoltre attenzione alla promozione delle startup e degli investimenti bilaterali.

Gli Stati Uniti investono in tecnologia con iniziative strategiche volte a riportare il paese in una posizione di leadership nel comparto manifatturiero: l’investimento in nuovi macchinari industriali nella filiera metalmeccanica statunitense supererà nel 2018 il valore di 7,5 miliardi di dollari, in crescita del 4,6% rispetto all’anno precedente. A trainare la domanda saranno soprattutto le regioni centro-settentrionali, con una forte crescita dei macchinari a controllo numerico.

Si aprono quindi nuove opportunità per le imprese italiane, fornitrici di macchinari e attrezzature ad alto contenuto d'innovazione, e l’Agenzia ICE intende moltiplicarle sostenendo l'offerta italiana e favorendo l'incontro fra gli attori del processo. Margini di miglioramento della quota di mercato italiana si registrano in particolare nel comparto della componentistica auto (quota italiana di poco inferiore all’1% nel 2016, secondo fornitore europeo dopo la Germania) ed in quello dell’aerospazio e della difesa (quota italiana di poco superiore al 3% nel 2016, quarto fornitore europeo dopo Francia, Germania e Regno Unito).



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