Michele Lampugnani, Presidente Confassociazioni Puglia

gennaio 08, 2018 0 Comments


Michele Lampugnani, barese DOC classe 1973, dopo la maturità in Organizzazione e Gestione della Produzione Industriale, si laurea in Economia e Gestione delle Imprese e successivamente e si specializza in Business Administration and Management e in Relazioni Pubbliche e Istituzionali che diventano il suo “pane quotidiano”. Il suo senso del lavoro e la sua passione per la cultura d’impresa lo hanno portato ad assumere numerosi incarichi di rilievo. Idealizza e realizza la più importante Network Community di Puglia che lo porta a divenire un eccellente Marketing Relationship Manager anche a livello nazionale.

Crea “Modello Impresa”, Società di Consulenza Strategica e Relationship Management di cui è Founder e CEO. Innovativo docente e progettista di Alta Formazione, ha creato un folto network di professionisti ed imprese, dando vita all’incontro fra domanda e offerta di lavoro.
Instancabile sostenitore dell’associazionismo professionale è stato socio FERPI e APCO e dal 2013 esperto della legge 4 del 14 gennaio 2013 e 2017 gli viene conferito l’incarico di Presidente di Confassociazioni Puglia.

Ci parli dell'iniziativa, tra quelle che hanno caratterizzato la sua vita lavorativa, che più le sta a cuore ...

Fra le esperienze che più hanno caratterizzato la mia vita professionale c’è sicuramente la creazione e il lancio della “Rete Network&Marketing Relation Obiettivo Puglia”.
Obiettivo Puglia si propone, come momento di incontro e di aggregazione, nel nome di interessi culturali ed economici, proiettati alla crescita umana e civile della comunità di appartenenza e del Territorio.
La rete Network&Marketing Relation Obiettivo Puglia intende valorizzare e tutelare il territorio e le sue economie, riscoprendo le tradizioni, gli usi e i costumi locali, attraverso la valorizzazione condivisa e partecipata dell’identità culturale ed economica, aprendosi, altresì, al dialogo interculturale e ad un concetto di cultura sempre più cosmopolita.
Questa è, oggi, la strada migliore per rifondare le basi e ridare giusta dignità ad un territorio gravido di ricchezze nascoste e, talvolta, involontariamente inespresse. Obiettivo Puglia mira a promuovere e valorizzare le “Eccellenze Locali”: risorse paesaggistiche, industriali, ambientali, gastronomiche, storiche ed artistiche del territorio, favorendo lo sviluppo economico, culturale, dell’ospitalità, del turismo e dei servizi ad essi correlati, organizzando e gestendo eventi e attività ricreative, ambientali, di assistenza alle aziende, di studio, ricerca del mercato e formazione, nonché analizzando ed evidenziando le migliori “Case History” e “Best Practice” delle aziende locali e dell’intero territorio pugliese che hanno contribuito e che ancora contribuiscono a dare lustro alla civiltà locale.
La struttura di Obiettivo Puglia, pertanto, pone le basi delle sue attività principali in tre verbi: promuovere, formare e creare.
Promuovere: il territorio e la sua economia nonchè il suo immenso patrimonio culturale e artistico, attraverso la valorizzazione delle eccellenze di Puglia.
Formare: i giovani, in particolar modo, ad una nuova mentalità imprenditoriale, che sappia coniugare il rispetto del territorio all’innovazione, lo sviluppo alla sostenibilità.
Creare: orientamento all’impresa e sinergie commerciali e operative attraverso la costituzione di una rete territoriale tra imprese, imprenditori e professionisti presenti ed operanti sul territorio che sappiano, attraverso le relazioni, generare nuove sinergie per valorizzare i tesori che la nostra terra offre anche con l’ausilio degli enti locali.
Obiettivo Puglia, pertanto, a fronte della propria Mission e forte della costituzione del più importante circuito di Network e Marketing Relazionale Organizzato dell’intera regione Puglia, attraverso la creazione di una “Network Community” soprattutto di tipo relazionale, è un forte centro d’impulso e destinazione di sinergie da sviluppare tra tutti i protagonisti della crescita del territorio e non solo a carattere locale ma anche nazionale.
L’effetto riconosciuto a Obiettivo Puglia, quindi, è quello di dare una spinta alle realtà produttive locali e ad agevolare le loro strategie commerciali attraverso attività di Network e Marketing Relazionale. In tal senso sviluppiamo specifiche partnership con associazioni, imprese, organizzazioni aziendali e/o istituzioni locali, nazionali e internazionali creando una vera e propria “Community” attraverso cui si possano presentare, rappresentare e dare riferimenti delle proprie “Eccellenze produttive e di servizio”. Focus centrale di questo processo è quello di rendere protagonisti gli operatori, le imprese, le istituzioni e i rappresentanti tutti delle categorie produttive nello sviluppo di strategie innovative, di promozione della propria offerta e del territorio di appartenenza. L’attività che Obiettivo Puglia svolge si concretizza, pertanto, nell’offerta di una Network Community dove fare rete, dove conoscersi e relazionare per la condivisione della promozione delle “Eccellenze locali” e del loro intero sistema economico attraverso un efficace sviluppo di Network e Marketing Relazionale.

Quali fattori hanno portato al successo la sua iniziativa?

Perseguire con ostinazione l’obiettivo perché qualsiasi conquista costa fatica e sudore!
Nulla va dato per scontato... Non bastano certo le conoscenze a spianarci la strada. Per essere uomini e manager, magari di successo, bisogna saper conciliare le due realtà, portando la propria sensibilità in azienda e la propria managerialità fra la gente e nella comunicazione...
Senza mai perdere di vista l’umanità, quella su cui devono fondarsi le relazioni, qualsiasi esse siano.

Cosa consiglierebbe ad un giovane che volesse oggi confrontarsi con il settore di sua competenza?

Avere passione e perseverare nel proprio progetto. Prepararsi ad affrontare i momenti difficili e le sfide quotidiane, spesso impossibili da prevedere. Mantenere la propria mentalitá sempre aperta e in grado di adattare il proprio business model a tutte le innumerevoli innovazioni a cui è soggetto. Impegnarsi a comprendere quali sono le esigenze di coloro che dovranno collaborare o che fruiranno dei relativi servizi (il personale, gli investitori, i partners e certamente i clienti). Creare una cultura all’interno del proprio ambiente di lavoro nella quale essi stessi, per primi, dovranno lavorare.

Si dice che dalle crisi, in questo caso quella economica, nascondono sempre delle opportunità di cambiamento. Intravede qualche opportunità da cogliere nell'attuale contesto italiano?

Spesso mi imbatto in operatori economici, clienti, agenti di commercio, amici imprenditori e mi capita spesso di percepire in loro una grande preoccupazione per il futuro, che è condivisibile visto il clima in cui stiamo viviamo in questi anni.
Ho però fatto alcune considerazioni: l’Italia, nonostante tutto è un Paese con un’economia abbastanza forte, per quanto ultimamente molti se ne sono dimenticati. Siamo tra le prime 10 economie del mondo, nonostante lo sviluppo vertiginoso dei Paesi Emergenti. Ogni giorno nel nostro Paese ci sono persone che si alzano, lavorano e producono, noi inclusi. Come in ogni realtà, ci sono anche i parassiti, gli invidiosi, coloro che ogni giorno gridano al fallimento dello Stato, dell’amico o di quel certo imprenditore di cui magari sono invidiosi, perché solo così possono trovare una giustificazione ai loro fallimenti.
Chi saprà approfittare delle mille occasioni che questa crisi offre e offrirà, uscirà dal tunnel lanciato in velocità, e nessuno lo potrà fermare.
Le occasioni sono spazi di mercato lasciati liberi da aziende che chiudono; possibilità di acquistare a prezzi stracciati partecipazioni in aziende in difficoltà; partecipazione alle aste fallimentari sia di aziende che immobiliari; acquisti di immobili a prezzi che domani sembreranno ‘stracciati’. L’importante è non avere paura.
E’ importante tirare fuori le migliori risorse che abbiamo dentro di noi: preparazione, raziocino, intelligenza e coraggio perché solo così facendo domani non ce ne pentiremo.

Su quali settori, in espansione attuale o futura, consiglierebbe di puntare ai giovani?

Le nuove professioni sono ormai tante … dalla nutraceutica alla green economy, dalla meccatronica alle soft skills, ma la mia analisi è molto più pragmatica e realistica infatti guardando le specifiche realtà sociali ed economiche di ogni sistema locale, e considerando il proprio livello di sviluppo direi che si potrebbero individuare cinque settori-chiave:
Il primo è il lato scientifico-culturale dell’informatica: io penso che si procederà a un’articolazione sempre più raffinata, che premierà i professionisti in grado di cavarsela con moli sempre più pachidermiche di dati, quindi sviluppatori, analisti e sistemisti ma, a mio avviso, anche ricercatori di mercato se la caveranno.
Un altro mondo su cui scommettere per non farsi soffiare il posto da un robot, secondo me, è quello della cura della persona: il mondo occidentale sta invecchiando e alcuni ambiti sono ancora all’origine del proprio sviluppo, dalla telemedicina alla diffusione smart della salute nel complesso; Tecnici medicali, fisioterapisti ma anche specializzazioni al momento rarissime, come esperti dell’ergonomia dei posti di lavoro. E pure i veterinari. Si salveranno, a mio avviso, anche impieghi tradizionali, quelli che supportano questo universo lavorativo, come gli assistenti sanitari, soprattutto quelli domiciliari.
Il terzo campo è quello dell’intelligenza sociale e delle competenze per i new media: mi riferisco alle famose soft skill, quelle che i robot impiegheranno molto tempo a rubarci. Competenze incrociate, sfumature, intelligenza emotiva: si tratta dei mondi legati alle vendite, al marketing, ai servizi alla clientela, nonché i settori della creatività a tutto tondo, che vivono proprio di sfumature e in fondo vendono alle persone una determinata visione della vita.
Il quarto, e qui vorrei l’attenzione dei giovani, l’apprendimento permanente, che è uno eccezionale strumento per cavarsela. Se non si vuole rimanere tagliati fuori dal mercato è necessario continuare ad imparare, senza mai fermarsi. E anche farlo in modo diverso. Sfruttando per esempio i tempi morti, i momenti d’attesa con piccole chicche che possano chiarirci dei punti o frammentare degli aggiornamenti, meglio se scaturiti da interessi, in tante tappe. Piccoli mattoncini d’informazione da coltivare con costanza e ricomporre al momento giusto.
Il quinto comparto è ancora più fluido. È in fondo il lato b del precedente. Mette insieme tutte le qualità che ci consentono di capire su quali business investire e quali siano quelli che valgono davvero, ma soprattutto come farlo, cioè tramite quali strategie. Si salveranno dunque anche i mestieri che girano intorno a queste decisioni, da chi lavora nella finanza in termini di valutazione agli analisti, passando per i revisori, i responsabili di qualità, il mondo della consulenza. Chiunque possa dirci dove stiamo sbagliando e dove convenga puntare.

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