Rocco Corsetti, Presidente Ecce italia - Consorzio delle eccellenze d'Italia

SHARE

Laureato nel 2001 in Economia e Giurisdizione d'Impresa presso la LUISS Guido Carli di Roma, Rocco Corsetti è Dottore Commercialista, Revisore Contabile e imprenditore. Dopo un'importante esperienza presso multinazionali nel settore finanziario, ha intrapreso la libera professione come titolare di uno studio commercialista a Roma. È membro della Commissione per gli Studi sul Diritto Societario presso l'ordine dei Dottori Commercialisti di Caserta. Ha ricoperto e ricopre incarichi di revisore e sindaco presso importanti società, enti no profit a carattere nazionale ed enti istituzionali. Esperto in operazioni straordinarie, tax planning, consulenza strategica d'impresa, analisi dei costi e controllo di gestione. Dal 2013 è Presidente di Ecce Italia - il Consorzio dedicato alla promozione delle eccellenze enogastronomiche ed artigianali dei "Borghi più belli d'Italia" - di cui è anche il fondatore.

Ci parli dell'iniziativa, tra quelle che hanno caratterizzato la sua vita lavorativa, che più le sta a cuore;


Per potenzialità e punti di interesse, indubbiamente il Consorzio Ecce Italia, un soggetto aggregatore che riunisce i produttori di enogastronomia e artigianato dei Borghi più belli d'Italia. Si è trattato da subito di un progetto ambizioso e molto impegnativo, che ho fondato con l'avallo dell'Associazione ANCI "I Borghi più belli d'Italia", diventata ormai un vero e proprio "marchio di eccellenza" che veicola lo straordinario patrimonio di arte e tradizioni di questi territori.

Quali fattori hanno portato al successo la sua iniziativa?


Innanzitutto l'attrattiva di un marchio che negli ultimi anni è cresciuto a livelli esponenziali in termini di interesse turistico, tanto da essere posto al centro di importanti iniziative istituzionali. Non a caso il Mibact ha proclamato il 2017 "l'anno dei Borghi", mentre l'anno in corso è dedicato al cibo italiano nel mondo. Le due cose sono strettamente legate, dal momento che ben il 92% delle produzioni certificate del nostro Paese sono prodotte nei piccoli Comuni sotto i 5mila abitanti. Si tratta di un dato evidenziato da una recente ricerca a cura di Coldiretti e Fondazione Symbola, che conferma le enormi potenzialità di questi territori anche in termini economici.
Parlando invece della mia esperienza quotidiana, posso dire di avere potuto contare su un piccolo nucleo di collaboratori che hanno abbracciato sin dall'inizio questo progetto con grande passione ed entusiasmo. Due cose fondamentali per dare concretezza a un'idea che è diventata nel tempo sempre più complessa.

Cosa consiglierebbe ad un giovane che volesse oggi confrontarsi con il settore di sua competenza?

In generale, ai giovani mi sento di consigliare di cimentarsi sempre in ciò che li appassiona. Lavorare per passione è bello perché permette di percepire il lavoro non come un qualcosa di necessario nella vita ma di piacevole. Qualunque sia il contesto, compreso il Made in Italy, "Fai ciò che ami, e non lavorerai mai un giorno nella tua vita".
Da qui il mio invito ai giovani a sognare e a rimanere nel nostro meraviglioso Paese, provando ad immaginare quali potrebbero essere tutte quelle attività che, seppur lucrative, potrebbero dare un contributo alla rinascita sociale del Paese Italia e trovare in questo il vero valore aggiunto.

Si dice che le crisi, in questo caso quella economica, nascondono sempre delle opportunità di cambiamento. Intravede qualche opportunità da cogliere nell'attuale contesto italiano?

Mai come ora a fare la differenza è la creatività individuale, la capacità di immaginare, tanto più efficace quanto più l'originalità dell'idea riesce ad intercettare il bisogno di una comunità.
Negli ultimi anni si può notare un ritorno di interesse verso i territori rurali, soprattutto da parte delle nuove generazioni. Probabilmente territori come quelli dei Borghi, proprio in virtù delle potenzialità a cui accennavo, potrebbero conoscere una "seconda vita" con nuove opportunità di lavoro e di investimento a costi relativamente contenuti. Non parlo solo dell'agroalimentare, ma anche di alcune formule originali di ospitalità, come ad esempio gli alberghi diffusi, o di nuove formule di promozione turistica.

Su quali settori, in espansione attuale o futura, consiglierebbe di puntare ai giovani?

Sicuramente la tecnologia applicata all'agricoltura, che permetta di innovare il processo produttivo senza snaturare la tradizione che ha fatto di un certo prodotto un simbolo dell'eccellenza made in Italy.

SHARE