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Progetto Calabria travel & food. Il lancio del prodotto “territorio” sul mercato inglese. Ancora aperti I bandi per la linea turismo e agroalimentare

Progetto Calabria travel & food. Il lancio del prodotto “territorio” sul mercato inglese. Ancora aperti I bandi per la linea turismo e agroalimentare


Il prodotto “territorio” all’attenzione del mercato inglese. Con due diverse linee di intervento, nell’ambito del progetto regionale “Calabria Travel & Food”, la Camera di Commercio di Vibo Valentia propone al sistema produttivo locale, un’occasione sicuramente importante e concreta per espandere relazioni e business, perseguendo il duplice obiettivo di attrarre flussi turistici nella provincia vibonese e, contemporaneamente, di implementare la commercializzazione delle sue eccellenze agroalimentari nei principali centri d’oltre Manica.

Sono, infatti, ancora aperti fino al 23 Marzo p.v. i termini dei bandi, l’uno specifico per la linea turismo e l’altro per l’agroalimentare, attuati allo scopo dall’Ente camerale con il settore internazionalizzazione della Regione Calabria nel contesto del Programma Attuativo per l’Internazionalizzazione 2017/2018. L’iniziativa rientra tra le operazioni finanziate dal Piano di Azione e Coesione (PAC) 2014/2020 - Asse 3 "Competitività dei sistemi produttivi" (OT3) - obiettivo specifico 3.4 "incremento del livello di internazionalizzazione dei Sistemi Produttivi".
I bandi con la relativa modulistica sono disponibili sul sito istituzionale della Camera di Commercio www.vv.camcom.it, sezione News.

Le misure sono volte all’attivazione di accordi di co-marketing con operatori inglesi del settore turistico (tour operators/agenzie di viaggio) e food (buyers/distributori) che operano nel bacino territoriale inglese servito da vettori con destinazione diretta verso la Calabria (asse Londra- Peterborough, contea di Cambridge–aeroporto di London Stansted).

In particolare, in un caso, è prevista la presentazione dell’offerta turistica della provincia di Vibo Valentia (strutture ricettive e società di incoming) a tour operator dell’area geografica target per intercettare quelli propensi ad inserire nel proprio catalogo pacchetti turistici con destinazione Vibo Valentia-Calabria, e quindi interessati a stringere accordi commerciali con le imprese turistiche vibonesi selezionate.

La linea food-agroalimentare è finalizzata alla presentazione agli operatori inglesi di aziende e prodotti agroalimentari vibonesi per la stipula di contratti di commercializzazione sullo specifico mercato e per la realizzazione di campagne promozionali on site in regime di co-marketing con la Camera di Commercio.

“La strategia condivisa con la Regione Calabria–dice il Presidente della Camera di Commercio Sebastiano Caffo- è quella di un’azione combinata e bidirezionale che porti, in questo caso, Vibo Valentia e la Calabria verso il mercato inglese e viceversa, facendo leva proprio sulla valorizzazione integrata di due delle nostre più importanti risorse: turismo ed eccellenze agroalimentari, espressione della nostra migliore identità, capacità imprenditoriale, accoglienza ed ospitalità. Promozione del territorio e politiche di internazionalizzazione –sottolinea Caffo- che vedono, così, direttamente coinvolte le imprese, chiamate a cogliere opportunità di crescita aziendale e di sviluppo territoriale in sinergia con l’Ente Camerale sempre pronto a sostenerle ed affiancarle con progetti e proposte mirati”.
Crollano le vendite di sidro in Polonia

Crollano le vendite di sidro in Polonia


La sezione ICE di Varsavia ha recentemente comunicato che le vendite del sidro, una volta bevanda tradizionale polacca, nel 2018 sono calate di oltre il 15%. Il sidro non può minimamente concorrere con altre bevande, leggermente alcoliche, come la birra. Questo dato dev’essere inserito nella prospettiva di consumo di alcolici della Polonia: i polacchi hanno speso 32,2 miliardi di zloty (circa 8 miliardi di euro) per le bevande alcoliche nel 2018. Tale somma è di 1,6 miliardi di zloty maggiore rispetto all’anno precedente.

Ciò significa che i polacchi destinano a questi prodotti il 3,5% delle proprie spese. Escludendo i Paesi baltici, è un risultato ineguagliabile dato che la media europea è di 1,6%. Il leader assoluto delle bevande alcoliche in Polonia è sicuramente la birra. Le vendite nel 2018 hanno raggiunto i 16,6 miliardi di zloty (circa 3,9 miliardi di euro); una crescita rispetto al 2017 del 7%. Nella classifica degli alcolici comprati dai polacchi segue la vodka, con 11,5 miliardi di zloty (circa 2,7 miliardi di euro). A chiudere il podio c’è il whisky, con una crescita dell’11% rispetto al 2017, raggiungendo i 2,3 miliardi di zloty (circa 536 milioni di euro).

Un dato rilevante è, anche, l’incremento nelle vendite di vino e prosecco. Per il vino sono stati spesi 2,16 miliardi di zloty (circa 503 milioni di euro), equivalente a un +7,1% rispetto al 2017. Per il prosecco, invece, le vendite hanno raggiunto 410 milioni di zloty (circa 95 milioni di euro), una crescita del 9% rispetto all’anno precedente.
Un anno di applicazione provvisoria del CETA, per l'Italia solo vantaggi

Un anno di applicazione provvisoria del CETA, per l'Italia solo vantaggi



L’import italiano dal Canada in questo prima anno di applicazione provvisoria del CETA è cresciuto, ma non ha alterato la bilancia commerciale tra i due paesi che rimane favorevole all’Italia. L'export italiano verso il paese nord-americano, inoltre, ha continuato a crescere: la temuta invasione di non meglio specificati prodotti, più o meno nocivi, provenienti dal Canada, in un anno dall'entrata in vigore del CETA, non si è verificata.

La auspicata ratifica dell’Accordo non potrà quindi che portare benefici.

Ma cosa accadrebbe se l’Italia, come paventato recentemente, si rifiutasse di ratificare l’accordo?



Omettendo per un momento l’analisi deI complesso scenario che si presenterebbe (con tutte le incognite financo sulle procedure da adottare, sui loro esisti e sulle ferite interne all’Unione), i rapporti tra Italia e Canada, sempre stati ottimi, potrebbero deteriorarsi in modo irrimediabile, coinvolgendo negativamente anche quei settori nei quali le relazioni sono consolidate e vantaggiose.

“L’Italia ha dato molto al Canada, il Canada ha dato molto all’Italia. - dichiara il Direttore del Centro Studi Italia-Canada Avv. Paolo Quattrocchi - Quel che ancora non si riesce a comprendere è come questa amicizia debba essere interrotta o vanificata da un comportamento inspiegabile, che ci allontana da una relazione storica che ha portato crescita e può portare ulteriore sviluppo nei settori dell’economia e del commercio, ma anche nell’ambito sociale, ambientale, culturale, politico, e in generale strategico.”

“È infatti - conclude l’Avv. Quattrocchi - grazie all’accordo di partenariato strategico, premessa e completamento del CETA, che tali obiettivi di rilevanza epocale potranno essere raggiunti per il benessere collettivo e per la costruzione di un punto di equilibrio tra i grandi del pianeta, garanzia di pace e sviluppo. Ma di questo, vale a dire dello Strategic Partnership Agreement (SPA) nessuno parla.”

Le Farine dei nostri sacchi al Summer Fancy Food Show 2018

Le Farine dei nostri sacchi al Summer Fancy Food Show 2018


Le Farine dei nostri sacchi parteciperà alla prossima edizione del Summer Fancy Food Show (Level 1 Stand 4944) che si terrà a New York dal 30 giugno al 02 luglio presso il Jacob K. Javits Convention Center.

L’azienda siciliana guidata dall’imprenditrice Gloria Bosco è presente da oltre dieci anni nel mercato senza glutine, producendo e commercializzando miscele di farine per alimenti e prodotti freschi e surgelati.

L’azienda, autorizzata dal Ministero della Salute, presenta una selezione di 18 mix di farine convenzionali e 4 Bio, adatte a lavorazioni sia industriali che artigianali che assicurano e garantiscono la migliore riuscita e la più facile lavorazione per ogni prodotto.

Ingredienti di primissima scelta per mantenere elevato il livello di qualità e sicurezza della produzione nell’ambito di cicli standardizzati.

Le miscele, dalla classica miscela pane alla miscela dolci, grazie alla ricerca di nuovi cereali, offrono al consumatore maggiore diversificazione di apporti calorici e nutrizionali, ampia scelta e varietà nella realizzazione delle ricette.

Ai prodotti freschi da forno si affianca una linea di specialità gastronomiche surgelate con riferimento alla tradizione siciliana.

Il processo di conservazione a basse temperature preserva la bontà, la qualità e la fragranza del prodotto artigianale e consente di raggiungere facilmente tutto il territorio nazionale ed estero.

“Il mercato americano rappresenta uno dei principali obiettivi di posizionamento commerciale dei nostri prodotti”, afferma la stessa Bosco, “a cui si aggiungeranno, nello sviluppo del progetto di internazionalizzazione e di innovazione della new brand identity che l’azienda ha definito per i prossimi anni, nuove linee dedicate ad alberghi, compagnie aeree, navi da crociera, duty free e servizi di ristorazione autostradali”.

“L’innovazione della tradizione per una ricetta di qualità è alla base della nostra politica aziendale per garantire il nostro cliente e competere nei mercati nazionali e internazionali”.
“Le Farine dei nostri sacchi” al CIBUS 2018

“Le Farine dei nostri sacchi” al CIBUS 2018


Le Farine dei nostri sacchi (www.lefarinedeinostrisacchi.it) parteciperà alla prossima edizione di CIBUS Salone Internazionale dell’Alimentazione (Pad.06 Stand C064), che si terrà a Parma dal 7 al 10 maggio.

L’azienda siciliana guidata dall’imprenditrice Gloria Bosco è presente da oltre dieci anni nel mercato senza glutine, producendo e commercializzando miscele di farine per alimenti e prodotti freschi e surgelati.

L’azienda, autorizzata dal Ministero della Salute, presenta una selezione di 18 mix di farine convenzionali e 4 Bio, adatte a lavorazioni sia industriali che artigianali che assicurano e garantiscono la migliore riuscita e la più facile lavorazione per ogni prodotto.
Ingredienti di primissima scelta per mantenere elevato il livello di qualità e sicurezza della produzione nell’ambito di cicli standardizzati.

Le miscele, dalla classica miscela pane alla miscela dolci, grazie alla ricerca di nuovi cereali, offrono al consumatore maggiore diversificazione di apporti calorici e nutrizionali, ampia scelta e varietà nella realizzazione delle ricette.

Ai prodotti freschi da forno si affianca una linea di specialità gastronomiche surgelate con riferimento alla tradizione siciliana.
Il processo di conservazione a basse temperature preserva la bontà, la qualità e la fragranza del prodotto artigianale e consente di raggiungere facilmente tutto il territorio nazionale ed estero.

“L’innovazione della tradizione per una ricetta di qualità” come afferma la stessa Bosco “è alla base della nostra politica aziendale per garantire il nostro cliente e competere nei mercati nazionali e internazionali”.
A Diego Planeta riconoscimento da Forum Associazioni

A Diego Planeta riconoscimento da Forum Associazioni


È stato assegnato a Diego Planeta il XIII Premio del Forum delle Associazioni, che ogni anno va a personalità della cultura "che abbiano partecipato alla vita sociale, artistica, economica, scientifica nell'ambito della Regione siciliana e che abbiano operato con manifesti vantaggi per la collettività". "Per il 2017 la Giuria ha scelto di consegnare questo premio con una motivazione precisa", ha detto Riccardo Agnello nell'aprire la cerimonia di consegna del Premio, nello storico Istituto di Storia Patria.

"Perché con passione e competenza ha saputo trasformare il mondo dell'agricoltura, inventando la cultura del vino siciliano, esportare nel mondo l'immagine di una terra con una grande storia, concepire una sana e virtuosa impresa volta al futuro". Per l'occasione, il Forum ha invitato il professor Giuseppe Barbera a parlare di un tema caro a Diego Planeta il rapporto tra "coltura e cultura". Gioacchino Lanza Tomasi, presidente del coordinamento del Forum, ha ripercorso la singolare vita di Diego Planeta, raccontandone il percorso di vita e professionale e sottolineando come "le sue intuizioni abbiano cambiato il mondo della viticoltura in Sicilia".

Diego Planeta ha inviato un messaggio di ringraziamento, letto al termine della cerimonia dalla figlia Francesca, che insieme al fratello Giovanni ha ritirato il premio consegnato da Massimo Valsecchi, premiato del 2016. "Avete colto - scrive - il senso di quell'idea attorno a cui, insieme a coloro che ci hanno creduto come me, ho lavorato in tutti questi anni: partire dalla terra e da lì generare valore per tutte le risorse, le persone e le comunità, la cultura e il paesaggio".
Policy Paper del Gruppo di Lavoro Ricerca e Sviluppo di AmCham Italy

Policy Paper del Gruppo di Lavoro Ricerca e Sviluppo di AmCham Italy


Il piano Impresa 4.0 è uno dei risultati più importanti e di prospettiva ottenuti nel corso della XVII Legislatura. Vista la sua centralità e la prospettiva lunga, il Gruppo di Lavoro Ricerca e Sviluppo di AmCham, guidato dall’Avv. Enrico Sisti, Partner Rucellai e Raffaelli, ha analizzato puntualmente questo progetto sotto diversi punti di vista, mettendone in luce i numerosi aspetti positivi e le aree di miglioramento, anche grazie ad un’analisi comparativa con le politiche adottate su questa materia dai principali Stati europei e dagli Stati Uniti e ha elaborato il Policy Paper "Analisi e Raccomandazioni sul piano Impresa 4.0".

Il documento elaborato si pone l'obiettivo di essere utilizzato come strumento per comprendere in modo critico la filosofia e le finalità di Impresa 4.0 all’interno dell’attuale contesto internazionale, identificando con precisione i punti sui quali le istituzioni potrebbero impegnarsi nel prossimo futuro per rendere questo progetto ancor più competitivo e di supporto allo sviluppo economico italiano.

Il Policy Paper verrà presentato martedì 27 febbraio a Roma presso Enel.
Avviso partecipazione collettiva ICE a Seoul Wine & Spirits Expo 2018

Avviso partecipazione collettiva ICE a Seoul Wine & Spirits Expo 2018


La Corea del Sud con i suoi 50 milioni di consumatori ed un reddito pro capite che è previsto toccare i 30 mila dollari nel 2018 è la decima economia del mondo (la quarta in Asia) e si conferma come uno dei più dinamici mercati dell’Estremo Oriente e uno fra i più interessanti del mondo per tassi di crescita e apertura ai modelli di consumo occidentali.

La fiera è giunta alla XVI edizione e si conferma anno dopo anno come il più importante evento dedicato al settore vinicolo in Corea del Sud e con numeri di visitatori sempre crescenti.

Quest'anno la fiera si presenta con format rinnovato e durata ridotta a due giornate. Grazie a nuovi accordi stipulati con l'Ente Organizzatore il costo di partecipazione proposto alle aziende è dimezzato rispetto allo scorso anno.

Secondo gli ultimi dati disponibili (gennaio-ottobre 2017), l'Italia si conferma il terzo paese fornitore di vino della Corea del Sud con una quota di mercato del 13,8%, preceduto dalla Francia con il 32,2% e dal Cile con il 19,1% e davanti agli Stati Uniti.

Per maggiori informazioni leggere la circolare dal sito ICE
La certificazione 'BIO' approda nel Registro delle Imprese

La certificazione 'BIO' approda nel Registro delle Imprese


A oggi sono circa 60mila le aziende italiane con certificazione “Bio”, 24mila delle quali (quasi il 40% del totale) accreditate dal sistema di certificazione nazionale solo negli ultimi tre anni. Da pochi giorni – a seguito dell’intesa tra ACCREDIA, Unioncamere e InfoCamere - la ‘mappa’ aggiornata degli operatori con certificazione Bio è ancora più accessibile grazie all’inserimento delle informazioni nelle visure rilasciate dalle Camere di Commercio.

La novità rientra nel processo di continuo miglioramento di qualità, completezza e trasparenza delle informazioni presenti nelle banche dati delle Camere di Commercio, perseguito attraverso l’integrazione di informazioni sulle imprese gestite da altre Pubbliche Amministrazioni.

A inizio dicembre 2017, le imprese in possesso di una certificazione Bio erano 59.461. Per la maggioranza, si tratta di realtà localizzate nel Mezzogiorno (il 55,8%), più del doppio di quelle con sede al Nord (il 23,4%) e quasi tre volte quelle del Centro Italia (il 20,8%). Più della metà (il 56%) delle imprese certificate si concentra in sole cinque regioni con la Sicilia in testa (15,9), seguita dalla Calabria (13,4), dalla Puglia (11,6), dalla Toscana e dall’Emilia Romagna (7,7). I numeri del biologico nel Belpaese raccontano di un settore che si è fortemente trasformato e irrobustito negli ultimi anni, passando da tendenza rivolta a mercati di nicchia a vero e proprio stile di vita per milioni di consumatori italiani. Al tempo stesso, il biologico sta rivestendo un ruolo sempre più importante come opportunità di rilancio per molte aziende del nostro agro-alimentare. Mentre nell’agricoltura tradizionale ogni anno numerose imprese chiudono, cedendo il passo a realtà più grandi e strutturate, il settore del biologico sta andando in controtendenza, a dimostrazione che anche aziende di dimensioni più piccole, grazie all’applicazione dei principi dell’agricoltura biodinamica, possono stare con successo sul mercato.

Tornando ai dati, con riferimento all’attività svolta l’81% opera direttamente nel settore agricolo e circa il 7% nel commercio. In particolare, le aziende che svolgono esclusivamente produzione Bio sono 44.482 (il 75% dell’universo delle certificate) e di esse una su tre ha sede in due sole regioni del Mezzogiorno: Calabria o Sicilia. Approfondendo l’analisi delle imprese Bio per forma giuridica, l’11% (6.490) è costituito da società di capitale. Di queste, oltre il 90% è una PMI ovvero con un volume d’affari uguale o inferiore ai 50 milioni di euro. Più della metà (il 55,2%) rientra nella definizione di micro impresa (con un fatturato non superiore ai 2 milioni di euro), e la metà ha un capitale sociale inferiore ai 50mila euro.

In una parola (per giunta ormai abbreviata) si celano significati complessi, qualcosa di più di un nome su un’etichetta e più vicina a una filosofia che ha l’ambizioso obiettivo di tutelare la salute salvaguardando l’ambiente.

L’agricoltura biologica sfrutta infatti la naturale fertilità del suolo con lo scopo di rispettarla e favorirla ricorrendo a interventi limitati. Questa particolare tipologia di agricoltura, inoltre, ha lo scopo di promuovere la biodiversità ed escludere l’utilizzo di prodotti di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere) e di organismi geneticamente modificati (OGM).

L’agricoltura biologica è disciplinata a livello comunitario dal Regolamento CE 834/2007 e dai successivi regolamenti di applicazione relativi alla produzione biologica e all’etichettatura per le seguenti categorie di prodotti:

• Prodotti agricoli vivi o non trasformati;
• Prodotti agricoli trasformati destinati a essere usati come alimenti;
• Mangimi;
• Materiale da propagazione vegetativa e sementi per la coltivazione.

La certificazione “Bio” è un attestato che garantisce il rispetto di rigidi requisiti atti a evitare o ridurre la “contaminazione” da parte dell’uomo. L’organismo di certificazione di prodotto è responsabile per la verifica della conformità del prodotto ai requisiti fissati per la certificazione, alle norme tecniche volontarie o ad altri riferimenti normativi. La certificazione di prodotto è basata sulla fiducia sullo specifico processo di fabbricazione. Questo assunto implica l’estensione di tale situazione di conformità nel tempo.
In scadenza: Avviso partecipazione collettiva ICE a fiera Seoul Food 2018

In scadenza: Avviso partecipazione collettiva ICE a fiera Seoul Food 2018


L'ICE - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane prevede di organizzare la partecipazione collettiva italiana alla Fiera Internazionale SEOUL FOOD & HOTEL che si terrà a Seoul dall'1 al 4 Maggio 2018.

La fiera Seoul & Hotel - riservata agli operatori del settore – resta la manifestazione più importante in Corea, sia per le aziende locali sia per quelle internazionali intenzionate a entrare o espandersi su questo mercato.
Secondo l’ultima pubblicazione del Ministry of Food and Drugs Safety (MFDS) l’industria alimentare coreana è cresciuta del 2,2% nel 2015 rispetto all’anno precedente raggiungendo un valore di 142mila miliardi KRW (ca.120 miliardi USD). La quota delle importazioni dei prodotti alimentari sul totale delle importazioni coreane è del 5,3%, con 21 miliardi USD.

I principali prodotti agroalimentari (escluso il vino) italiani importati in Corea sono cioccolato, pasta, caffè, formaggi, olio d’oliva, prodotti da forno-pasticcerie e conserve di pomodoro. Nel 2016 quelle dall’Italia hanno registrato un aumento dell'11,3% con una quota sul totale import del 10%, per un valore di 147 milioni USD. L’Italia si posiziona al terzo posto dopo USA (26,2%) e Cina (14,2%).

Per leggere la circolare clicca qui
Il progetto True Italian Taste di Assocamerestero

Il progetto True Italian Taste di Assocamerestero

Il progetto True Italian Taste - finanziato e promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e realizzato da Assocamerestero con il supporto delle 9 CCIE di Chicago, Houston, Los Angeles, Miami, New York, Montréal, Toronto, Vancouver e Città del Messico- è una grande campagna di valorizzazione del prodotto italiano autentico negli Stati Uniti D’America, Canada e Messico.

True Italian Taste, che è parte del programma promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico “The Extraordinary Italian Taste, intende:

  • Raccontare ai consumatori di tutto il mondo i vantaggi del prodotto autentico italiano e del prezioso legame tra il cibo ed i territori di provenienza.
  • Aiutare gli appassionati del “buon cibo” a scegliere ed utilizzare al meglio gli ingredienti 100% Made in Italy, tutelando insieme aziende e consumatori.
  • Supportare le imprese italiane di prodotti certificati, tipici e di nicchia che vogliono farsi conoscere sui mercati esteri e consolidare ed ampliare le opportunità per le aziende già presenti.
  • Come valorizzare la salubrità del cibo autenticamente italiano, promuovendo i prodotti biologici, il new food nutri free, gli integratori alimentari e molto altro ancora, ma anche tutti quei prodotti Made in Italy che possono vantare certificazioni collegate a categorie etniche (halal e kosher).
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L’arte del pizzaiolo napoletano entra a far parte nel patrimonio immateriale dell'UNESCO

L’arte del pizzaiolo napoletano entra a far parte nel patrimonio immateriale dell'UNESCO

“L’impegno dell’Italia per la protezione del patrimonio culturale non si limita alla tutela dei beni culturali, monumentali, architettonici e paesaggistici, ma riguarda anche gli elementi più rappresentativi della tradizione del nostro Paese, anch’essi espressione del genio e della creatività italiana.”, così il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, commenta l’importante riconoscimento tributato dall’UNESCO all’arte dei pizzaioli napoletani, un antico savoir faire, tramandato di generazione in generazione, che entra, da oggi, a far parte della lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

“Un grazie particolare ai 2 milioni di italiani che hanno firmato la petizione #pizzaUnesco e hanno contribuito, così, a questa grande vittoria. L'UNESCO ha riconosciuto la dimensione culturale e sociale di questo sapere antico - afferma Alfano - che ha regalato al mondo non solo uno degli alimenti più sani e completi, ma anche un cibo che unisce, al di là di ogni differenza sociale, economica e culturale e, soprattutto, una parola della lingua italiana che, senza bisogno di essere tradotta, riesce a trasmettere emozioni immediate”.

Questa prestigiosa iscrizione - avvenuta in occasione della sessione annuale del Comitato UNESCO del Patrimonio Culturale Immateriale, attualmente in corso nell’isola di Jeju in Corea del Sud - si colloca idealmente sulla scia degli eventi che hanno marcato con grande successo in tutto il mondo la " settimana della cucina italiana " che mira a promuovere, a livello internazionale, le tradizioni culinarie ed enogastronomiche del nostro Paese quali segni distintivi della identità e della cultura italiana, nonché uno dei principali elementi del marchio Italia.

"Qualità, identità, territorio. biodiversità, cultura, sostenibilità, tratti distintivi dell'arte del pizzaiolo napoletano, sono - ricorda Alfano - le parole chiave dell’Expo di Milano e diventanti simboli dell’eccellenza italiana nel mondo e della professionalità di un settore che porta in alto il nome dell’Italia all’estero".

Si tratta di un ulteriore successo della diplomazia culturale italiana che arricchisce un anno di riconoscimenti particolarmente significativi per l’Italia all’UNESCO: l’elezione alla Presidenza della Commissione Cultura della 39ma Conferenza Generale, per il biennio 2017-2019, e, pochi giorni fa, al Comitato per la protezione dei beni culturali nei conflitti; l'attuazione della Strategia, promossa dall’Italia, di protezione del patrimonio culturale e promozione del pluralismo culturale; la nomina a Città Creative UNESCO di Alba, per la gastronomia, Carrara, per l’artigianato, Milano, per la letteratura e Pesaro, per la musica e l’ingresso nella Lista del Patrimonio Mondiale delle Fortezze veneziane (Bergamo, Palmanova e Peschiera del Garda) e degli antichi boschi di faggio dell’Appennino.
Promozione del vino sui mercati internazionali

Promozione del vino sui mercati internazionali

Nell'ambito delle attività di promozione del vino sui mercati internazionali, l'ICE-Agenzia organizza l'evento Borsa Vini Polonia che si terrà a Varsavia il giorno 8 febbraio 2018.

La Polonia importa vino dall'estero per un valore complessivo di 247 milioni di Euro. L'Italia è al primo posto con 47 milioni di euro di vini esportati, seguita da Stati Uniti (37 milioni di euro), Francia (30 milioni di euro), Spagna (23 milioni di euro), Germania (19 milioni di euro).
La crescita del consumo del vino è costante, anche se le quantità sono ancora limitate rispetto al valore complessivo di bevande alcoliche, dominato da birra e vodka.

La Borsa Vini rappresenta un efficace e dinamico strumento di promozione che consente ai partecipanti di acquisire nuovi contatti commerciali e/o di consolidare quelli già in essere, ottimizzando tempi e costi.
Il format prevede la realizzazione di workshop/degustazioni in location prestigiose.

Nel corso dell'evento sarà organizzato un seminario con degustazione guidata di vini, finalizzato alla descrizione dei territori e della classificazione della produzione italiana utili per orientare il consumatore a valutare correttamente i costi dei vini italiani, mediamente superiori a quelli presenti sul mercato e provenienti da altri Paesi.

L'intervento di promozione coinvolgerà, oltre al mercato polacco, anche il mercato lituano, rappresentato da importatori, giornalisti e operatori del trade del vino selezionati ed invitati da ICE.

Scadenza adesioni: 15 novembre 2017
Partecipazione imprese calabresi a evento UE Food Tourism

Partecipazione imprese calabresi a evento UE Food Tourism

La Commissione Europea - Direzione Generale per il mercato interno, industria, imprenditorialità e PMI (DG GROW), in collaborazione con Unioncamere Calabria partner della rete Enterprise Europe Network organizza il 28 settembre un evento dedicato al Turismo Eno-Gastronomico, che vedrà la partecipazione di numerose aziende, cluster e istituzioni da tutto il mondo.

Nel quadro della Food Tourism Week, questo evento sarà centrato sul turismo enogastronomico quale volano di crescita e investimenti sul territorio. Sono invitate a partecipare gli operatori europei e internazionali attivi nel settore, con particolare riferimento alle indicazioni geografiche protette e alla valorizzazione della cultura e della tradizione del territorio.
Incoming di operatori svizzeri del food and wine

Incoming di operatori svizzeri del food and wine

In attesa dell’“educational tour” che a fine giugno porterà a Reggio un gruppo di operatori commerciali del settore wine e del turismo enogastronomico provenienti da Francia, Germania, Gran Bretagna e Regno Unito, la Camera di commercio lancia una nuova iniziativa finalizzata a rafforzare le vendite dei prodotti agroalimentari reggiani sui mercati internazionali.

Il 30 maggio, infatti, una delegazione di operatori commerciali provenienti dalla Svizzera sarà nella sede dell'Ente camerale per una serie di incontri (cui seguiranno visite aziendali) con imprese del food e wine. "Le ragioni del confronto commerciale - sottolinea il presidente della Camera di commercio, Stefano Landi - sono molteplici, a partire da una elevata capacità di spesa dei consumatori svizzeri, con un Pil pro-capite che si colloca al terzo posto in Europa dopo Norvegia e Lussemburgo, per arrivare ad una possibilità di implementazione degli scambi che, considerata la vicinanza geografica, è alla portata anche delle imprese che ancora non sono strutturate per il commercio a più lungo raggio".

Non a caso proprio la Svizzera è al quinto posto nella graduatoria dei Paesi maggiori importatori dei prodotti italiani, e per i prodotti reggiani vale un fatturato annuo di 145 milioni di euro. "L'iniziativa - spiega Landi - si inserisce nella forte accelerazione che stiamo imprimendo alle iniziative legate all'export nei Paesi europei, che da soli valgono oltre i due terzi dei 9,5 miliardi di esportazioni dal nostro territorio e sui quali proprio l'agroalimentare vanta ancora buone opportunità di crescita".

"Non a caso - prosegue il presidente della Camera di commercio - dopo aver rivolto specifiche azioni all'area Scandinava con l'edizione 2016 del Consorzio enologico "Matilde di Canossa-Terre di Lambrusco", quest'anno ci siamo concentrati, oltre che sulla Svizzera, anche su Gran Bretagna (un incoming è previsto a fine ottobre), Germania, Austria, Polonia Repubblica Ceca e Nord Europa, con incontri commerciali in programma a novembre".

"L'interesse delle imprese - conclude Landi - è peraltro molto evidente, tanto che al confronto con operatori commerciali scandinavi del novembre scorso hanno partecipato ben 30 aziende reggiane, cui se ne sono aggiunte 5 modenesi e una mantovana". All'incontro con i buyer svizzeri in programma il 30 maggio, hanno aderito 30 imprese. I lavori (incontri b2b accompagnati da degustazioni, visite aziendali) inizieranno al mattino e si protrarranno sino al tardo pomeriggio del 31.
25 aziende pisane al Vinitaly di Verona

25 aziende pisane al Vinitaly di Verona


Sono ben 25 le aziende ed i consorzi pisani che grazie al sostegno della Camera di Commercio di Pisa saranno presenti alla 48ma edizione del Vinitaly e alla rassegna Sol&Agrifood in programma dal 6 al 9 aprile prossimi al Veronafiere.

All’interno di uno stand istituzionale di 116 mq, 16 aziende e consorzi vinicoli pisani potranno infatti sfruttare le opportunità offerte dal più grande salone mondiale dedicato al vino e ai distillati, in grado di attrarre, sono i numeri dello scorso anno, oltre 50mila operatori esteri da 120 Paesi con specifiche iniziative di incoming.

In contemporanea altre 9 aziende di eccellenza del comparto alimentare pisano, all’interno di uno stand istituzionale di 112 mq, parteciperanno a Sol&Agrifood un salone che completa l’offerta del Vinitaly nel quale sarà presentata l’eccellenza del food made in Pisa a buyer che arriveranno a Verona da più di 20 paesi.