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Reggio Calabria: nel 2018 le imprese della Città metropolitana registrano 250 milioni di export

Reggio Calabria: nel 2018 le imprese della Città metropolitana registrano 250 milioni di export


Cresce a doppia cifra l’export della Città metropolitana di Reggio Calabria: +11,3% durante il 2018. Una dinamica certamente positiva, di gran lunga migliore di quella media nazionale (+3,1%) e che è frutto dell’ottima performance relativa all’ultimo trimestre dell’anno, quando le vendite oltreconfine sono cresciute del +11,9%, quasi il doppio di quanto registrato in Calabria (+6,5%) e più di quanto complessivamente rilevato per l’Italia (+9,3%).

Ad una crescita dell’export si è associato un aumento delle importazioni. Nell’ultimo quarto dell’anno, gli acquisti oltreconfine sono cresciuti del +9,7%, con una dinamica annuale che si è attesta al +14,5%. Il saldo commerciale, pur lievemente peggiorato rispetto al 2017, appare ancora sensibilmente positivo (+32 milioni di euro), pur in quadro di debolezza degli scambi internazionali che notoriamente caratterizza il territorio.

Sia in termini assoluti che nel confronto con la media nazionale, il territorio reggino si caratterizza per il ruolo centrale di alcuni comparti: l’agricoltura (5,1% delle esportazioni contro l’1,5% medio nazionale), l’alimentare (26,6% contro il 7,6%) e la chimi- ca (41,0% contro il 6,7%).

L’analisi geografica delle esportazioni delle imprese reggine, poi, restituisce un quadro estremamente chiaro: gli Stati Uniti costituiscono il principale mercato di sbocco per i beni ed i servizi della Città metropolitana di Reggio Calabria; il valore delle esportazioni assorbite dagli statunitensi, pari a 44,4 milioni di euro, si è più che triplicato rispetto al 2012. A seguire troviamo le quote export riferite al mercato francese (24,4 milioni di euro, +86%), a quello tedesco (24,1 milioni di euro, +140%) e a quel- lo inglese (19,5 milioni di euro, +94%).

“Il trend di apertura delle nostre imprese verso i mercati internazionali è in continua crescita e ne siamo molto soddisfatti. Come Camera di commercio stiamo mettendo in atto tante iniziative di sostegno e di supporto all’internazionalizzazione delle imprese reggine, soprattutto in un settore strategico per l’economia locale come quello agroalimentare, e registrare continui ed apprezzabili risultati ci spinge a fare an- cora di più”. Con queste parole il Presidente della Camera di commercio di Reggio Calabria Antonino Tramontana ha commentato l’uscita dei dati sul commercio este- ro relativi al 2018.
Consultazione della Commissione Europea sui materiali a contatto con gli alimenti

Consultazione della Commissione Europea sui materiali a contatto con gli alimenti



Unioncamere Emilia-Romagna, nell’ambito delle attività Enterprise Europe Network, promuove la partecipazione delle imprese regionali alla consultazione lanciata dalla Commissione europea relativa alla legislazione sui “materiali a contatto con gli alimenti” (o anche “MCA”) e cioè su tutti i materiali e gli oggetti che vengono a contatto o sono destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari.
La Commissione europea, attraverso questa consultazione, intende raccogliere le opinioni delle imprese che operano nella catena di approvvigionamento dei materiali che vengono a contatto con prodotti alimentari per indagare sul funzionamento della legislazione MCA e sul modo in cui incide sulle attività aziendali.

I materiali a contatto con gli alimenti (MCA) includono tutti gli imballaggi alimentari, nonché gli oggetti per il servizio da tavola e da cucina, come posate, bicchieri, piatti, ciotole, ecc. Possono comprendere anche articoli in origine non destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari, ma che potrebbero prevedibilmente farlo. Gli MCA comprendono inoltre i materiali usati nelle industrie alimentari professionali in fase di produzione, preparazione, stoccaggio e distribuzione, dai nastri trasportatori per il cioccolato alle cisterne per la raccolta del latte. Molti tipi di materiali possono essere usati come MCA, tra cui plastica, carta, gomma, metallo e vetro, ma anche adesivi, inchiostri da stampa e rivestimenti usati per il finissaggio dei prodotti finiti, nonché materiali compositi. Lo scopo principale della legislazione dell’UE sui materiali a contatto con gli alimenti è quello di fornire una base per garantire un elevato livello di tutela della salute umana e degli interessi dei consumatori.

Il Regolamento (CE) n. 1935/2004 impone alle imprese di fabbricare gli MCA in un ambiente controllato, affinché siano prodotti in maniera coerente e secondo standard elevati, nonché per scongiurare che costituiscano un pericolo per la salute umana; comportino una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari o un deterioramento delle loro caratteristiche organolettiche, per esempio del gusto e dell’odore. Il Regolamento contempla la sicurezza degli MCA solo per quanto riguarda il trasferimento di sostanze chimiche nei prodotti alimentari dagli MCA. Le norme non fissano alcun requisito igienico per gli MCA; né contemplano l’impatto sui rifiuti e sull’ambiente degli MCA, che viene disciplinato da altre normative dell’UE.
E' l'Emilia Romagna la seconda regione per l'export

E' l'Emilia Romagna la seconda regione per l'export



Nel 2018 le esportazioni regionali rallentano (+5,7 per cento), ma continuano a procedere più rapide del commercio estero nazionale (+3,1 per cento). L’Emilia-Romagna è la seconda regione italiana per valore delle esportazioni e cresce un po’ più della Lombardia, staccando Veneto e Piemonte. L’andamento è determinato da buoni risultati sui mercati europei, in particolare dell’Unione, e da una buona crescita sul mercato statunitense, che compensano la tendenza più contenuta sui mercati asiatici. Il risultato deriva dal macro-settore macchinari e mezzi di trasporto, con la moda; segno rosso per industria della ceramica e vetro.

Tra gennaio e dicembre, le esportazioni dell’Emilia-Romagna sono salite a quasi 63.427 milioni di euro, corrispondenti al 13,7 per cento dell’export nazionale, con un aumento del 5,7 per cento, secondo i dati Istat delle esportazioni delle regioni italiane, analizzati da Unioncamere Emilia-Romagna. L’export nazionale ha mostrato una tendenza positiva, ma molto meno dinamica (+3,1 per cento). L’Emilia-Romagna diviene la seconda regione italiana per quota dell’export nazionale, preceduta dalla Lombardia (27,4 per cento) e seguita a un’incollatura dal Veneto (13,7 per cento) e poi dal Piemonte (10,4 per cento). Le esportazioni dell’Emilia-Romagna e della Lombardia sono aumentate molto rapidamente (+5,7 e +5,2 per cento rispettivamente), mentre quelle del Veneto hanno mostrato una minore forza (+2,8 per cento) e quelle dal Piemonte sono rimaste al palo (+0,4 per cento).
I settori. Il risultato regionale è da attribuire principalmente all’importante industria dei macchinari e delle apparecchiature, che ha realizzato il 29,3 per cento delle esportazioni regionali, anche con un aumento delle vendite limitato al 4,7 per cento. Gli altri contributi più rilevanti sono stati quelli forniti dalle industrie dei mezzi di trasporto, con una crescita del 7,0 per cento, e della moda (+6,4 per cento). La tendenza è stata più rapida per le apparecchiature elettriche, elettroniche, ottiche, medicali e di misura (+7,0 per cento) e l’industria della metallurgia e dei prodotti in metallo (+7,5 per cento). Note dolenti dal marcato arretramento dell’export dell’industria ceramica e del vetro (-3,1 per cento).
Le destinazioni. L’andamento positivo si è fondato sulla capacità di cogliere risultati positivi sui mercati europei (+6,2 per cento), in particolare dell’Unione (+7,0 per cento) e di sfruttare una buona crescita su quelli americani (+6,0 per cento) a fronte di una dinamica più contenuta su quelli asiatici (+3,1 per cento). Sui singoli Paesi, buona la crescita sul mercato della Germania (+6,5 per cento), che ha assorbito il 12,6 per cento dell’export regionale, il boom delle vendite nel Regno Unito (+13,0 per cento) e una valida tendenza positiva delle vendite negli Stati Uniti (+7,2 per cento) e in Cina (+6,2 per cento). Al contrario flettono le esportazioni verso il Brasile e crollano quelle verso la Turchia (-21,6 per cento).
Formazione, via alla partnership tra Stoa’ e Anfia

Formazione, via alla partnership tra Stoa’ e Anfia

Stoà, Istituto di Studi per la Direzione e Gestione d’Impresa, e Anfia, l’Associazione nazionale filiera automobilistica guidata da Paolo Scudieri, ad di Adler Pelzer, stringono un accordo di collaborazione che porterà, tra i primi sviluppi, al lancio delle attività di formazione sul Centro Sud di Anfia Service nelle aule della Business School.

A siglare l’avvio della partnership, ieri, nella sede di Ercolano a Villa Campolieto, Gianmarco Giorda, direttore generale Anfia, Marco Mantoan, amministratore delegato Anfia Service con il direttore generale di Stoà, Enrico Cardillo.

“Siamo orgogliosi di avviare una sinergia con l’associazione di maggiore prestigio nel settore Automotive, che nel nostro Paese conta oltre 5.700 imprese, con più di 250.000 addetti e un fatturato pari al 6% del Pil nazionale – commenta Enrico Cardillo -. Una collaborazione che contribuirà allo sviluppo di un settore strategico e a forte innovazione del sistema Italia”.

“Abbiamo analizzato una serie di ambiti di collaborazione e abbiamo individuato già alcune idee progettuali che nelle prossime settimane svilupperemo con Stoà”, annuncia Gianmarco Giorda. Che si dice “piacevolmente colpito dal livello di servizi che Stoà eroga”.
“Contiamo – conclude Giorda – di contribuire, con il lavoro che avvieremo insieme, di dare sempre maggiore visibilità a una struttura che merita attenzione dal mondo dell’impresa”.

Gli fa eco Marco Mantoan: “Siamo pronti a sviluppare attività formative insieme alla Business School, localizzandole nella sede di Ercolano per coprire l’area centro-Sud”.

Prima del meeting i rappresentati Anfia hanno avuto modo di visitare le aule di Villa Campolieto durante le lezioni in corso, accompagnati da Cardillo che ha illustrato le attività dell’Istituto e la sua storia trentennale.


L'Emilia-Romagna del gusto: rinnovato l'accordo tra Regione e Unioncamere

L'Emilia-Romagna del gusto: rinnovato l'accordo tra Regione e Unioncamere


L’Emilia-Romagna porta nel mondo le sue eccellenze, attraverso la valorizzazione dei prodotti tipici e di qualità, e ne fa dei veri e propri testimonial del patrimonio culturale e dell’offerta turistica dei territori. Per promuovere e raccontare la Food Valley e il panorama di grandi e piccoli marchi, che saldano qualità delle materie prime e delle tecniche di produzione, Regione Emilia-Romagna e Unione Regionale delle Camere di commercio dell’Emilia-Romagna hanno rinnovato in questi giorni il protocollo di collaborazione, giunto alla sua quarta edizione, per la realizzazione di progetti integrati di promozione dei prodotti di qualità.

Tra le azioni messe in campo in questi anni, il supporto alle imprese per la partecipazione a fiere di settore in Italia come Vinitaly e Cibus, eventi come Good, il workshop internazionale sul turismo enogastronomico e la tappa bolognese dell’iniziativa True Italian Taste che nel 2018 ha visto a Bologna 36 buyer esteri, 113 imprese regionali per un totale di 907 incontri B2B (business to business) con focus sul bio. A questi si aggiungono le iniziative di promozione all’estero in occasione delle missioni in Canada (per la Settimana internazionale della cucina italiana) e in Gran Bretagna.

“La  sinergia che ha unito Regione e Unioncamere nella realizzazione di  eventi per la promozione delle nostre  eccellenze enogastronomiche in Italia e all’estero- ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli -  è stata di grande importanza per il coinvolgimento delle imprese del territorio e ha rappresentato un insostituibile contributo nelle varie fiere internazionali di settore. Se prendiamo ad esempio l’attività realizzata in comune nel progetto “Deliziando”, in dieci anni abbiamo superato le più rosee aspettative con manifestazioni di successo e interesse per tanti operatori del settore”.

Tra i punti qualificanti dell’accordo, il coordinamento dei progetti per la valorizzazione dell’enogastronomia regionale, legata alla scoperta dei territori di origine e a supporto degli  operatori della filiera agroalimentare, ma anche dei settori del turismo, del commercio e dell’artigianato, con sinergie imprenditoriali e nuove forme d’impresa. I partner operano anche attraverso interventi integrati di promozione nei mercati esteri del settore turistico e della filiera agroalimentare. Tutte le attività sono realizzate in stretta collaborazione con i  Consorzi di tutela dei prodotti Dop e Igp, l’Enoteca regionale e Azienda per la promozione turistica dell’Emilia-Romagna.

“In questi anni, il progetto Deliziando e turismo enogastronomico di qualità- ha ricordato Claudio Pasini, segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna- ha rafforzato le azioni di co-marketing fra i partner, per valorizzare, attraverso un approccio integrato, il patrimonio culturale, l’offerta turistica e i prodotti tipici e di qualità che condensano efficacemente stile, gusto ed eccellenze produttive della regione. Ciò ha consentito- prosegue Pasini- di sviluppare sui mercati esteri l’immagine dell’Emilia-Romagna attraverso progetti per la valorizzazione dell’enogastronomia di qualità, interventi integrati di promozione della filiera produttiva agro-alimentare e del settore turistico. Muoversi come sistema e contribuire a un macro-obiettivo condiviso è la base per lo sviluppo di un agroalimentare sostenibile, competitivo e internazionalizzato, in cui la qualità - fatta di tradizione, innovazione, valorizzazione della biodiversità e reputazione gastronomica - è chiave competitiva”.

“Deliziando”, un viaggio lungo dieci anni

È il progetto di punta della collaborazione tra Regione e Unioncamere. Finanziato complessivamente con circa 6,3 milioni di euro, di cui 3,5 da parte della Regione, 1,7 Unioncamere e per il resto dall’Istituto per il Commercio con l’Estero (fino al 2010) rappresenta un modello di collaborazione per lo sviluppo di un agroalimentare sostenibile, competitivo e internazionalizzato, in cui la qualità è la carta vincente.
“Deliziando”  nel periodo 2008-2018 ha costruito azioni di valorizzazione e promozione dei prodotti a qualità certificata sui mercati esteri. Sono state realizzate 170 attività istituzionali e promo-commerciali, per 34 Paesi. Le aziende partecipanti sono state quasi tremila.  Negli eventi commerciali sono stati coinvolti 1.315 operatori esteri e 10.902 gli incontri B2B realizzati. Presenti agli eventi istituzionali 2.491 giornalisti e operatori esteri. Gli studenti esteri di scuole alberghiere interessati sono stati 435. 127 i prodotti dell’Emilia-Romagna che partecipano al progetto, tra cui 44 Dop e Igp, 24 vini Dop, 9 vini Igp, 39 prodotti tipici regionali e a Qualità controllata. Tra le candidature dei prossimi anni i presidi Slow food, i birrifici e le gelaterie artigianali, i prodotti di montagna./OC
CUOA trend topics: geopolitica e strategia d’impresa

CUOA trend topics: geopolitica e strategia d’impresa


La geopolitica può essere per le imprese un argomento imprevedibile e talvolta oscuro, ma conoscere lo scenario geopolitico europeo e mondiale si rende sempre più necessario per lo sviluppo del business. Oggi più che mai, in un Paese come l’Italia che vive di «mercati internazionali», imprenditori, manager e professionisti sono alle prese con fenomeni di portata globale, determinanti per la crescita economica delle aziende.

Lunedì 18 marzo dalle 9:00 alle 18:00, al CUOA si discuterà di Brexit, dei dazi di Trump, delle politiche dei Paesi sudamericani, della Russia, dell’Est Europa, ma anche della nuova Via della Seta, senza tralasciare le economie del Corno d’Africa e le problematiche dell’Africa Subsahariana. Insomma, di quanto c’è da sapere sui filoni geopolitici che interessano l’economia italiana che dialoga con gli altri Paesi, che impattano sugli affari e influiscono sugli investimenti esteri dove le nostre imprese hanno interessi.

Apriranno i lavori Federico Visentin, Presidente di CUOA Business School e Alberto Felice De Toni, Direttore scientifico di CUOA Business School, a cui seguiranno gli speech con focus su La variabile indipendente: Geopolitica e futuro delle imprese italiane a cura di Maurizio Molinari, Direttore de La Stampa, e di Stefano Stefanini, diplomatico ed editorialista de La Stampa,  introdotti e coordinati da Paolo Gubitta, Direttore scientifico CEFab CUOA Business School e docente di Imprenditorialità Università di Padova.

Nella seconda parte della giornata si svolgeranno quattro sessioni parallele di lavoro:

• Il Corno d’Africa al galoppo: assetti istituzionali e opportunità per le imprese – a cura di Nicola Spadafora, Console Onorario dell’Etiopia a Milano, Avvocato, Partner Tonucci & Partners, Carlo Scarpa, Avvocato, Partner Tonucci & Partners e Alessandro Vasta, Avvocato, Partner Tonucci & Partners –  La sessione si focalizzerà sul contesto dei Paesi del Corno d’Africa (Etiopia, Eritrea, Somalia e Gibuti), con un approfondimento del contesto istituzionale dell’Etiopia, dei settori in maggior sviluppo e delle opportunità di business per le imprese italiane.
• Dazi, flussi commerciali e rischio Paese: tecniche di misurazione – a cura di Maurizio Belli, esperto di Financial Risk Management, Partner Financial Innovations – È la sessione che metterà al centro gli strumenti tecnici necessari per affrontare le strategie di internazionalizzazione in un mondo incerto e soggetto a rapidi cambiamenti, con particolare riferimento alle tecniche di misurazione del rischio Paese.
• Infrastrutture e strategie distributive e commerciali delle imprese – a cura di Paolo Costa, Economista, già Ministro dei Lavori Pubblici (Governo Prodi I), Rettore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e Presidente dell'Autorità portuale di Venezia – In questa sessione saranno descritte le variabili che spiegano le traiettorie commerciali nel mondo e illustra i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni in Italia e in Europa (dal treno diretto Italia-Cina lungo la Nuova Via della Seta all’interesse degli investitori stranieri per alcuni porti italiani) e il loro impatto sulle politiche delle imprese.
• Finanza per la crescita in un mondo incerto – a cura di Andrea Del Moretto, Responsabile Financing and Advisory Commercial Banking Italy, UniCredit, Milano – la sessione analizzerà l’impatto dell’incertezza dei mercati sulla gestione finanziaria d’impresa, illustrando gli strumenti finanziari più adatti per affrontare le sfide competitive senza compromettere la stabilità finanziaria dell’impresa.

Per info e iscrizioni: www.cuoa.it/trendtopics
Xi Jinping: anche la Sicilia nel nuovo scenario geopolitico?

Xi Jinping: anche la Sicilia nel nuovo scenario geopolitico?


Di Francesco Attaguile*

La Sicilia e la Via della Seta: riprendere, sette anni dopo, da dove eravamo già arrivati.

La prossima visita del presidente cinese Xi Jinping in Sicilia offre l’opportunità di riallacciare un rapporto bruscamente interrotto nel 2012 e di riposizionare l’isola al centro dei traffici mondiali. A chi spetta riassumere l’iniziativa ?

Che gli USA non gradissero l’incremento dei rapporti Italia-Cina ci era noto almeno dal 2011, quando l’allora Segretario di Stato Hilary Clinton incontrando il Ministro degli Esteri Frattini chiese preoccupata cosa stessimo facendo in Sicilia con i cinesi.

Infatti nel 2010/2011 -prima durante e dopo l’Expo di Shangai- avevamo avviato (ero allora direttore delle relazioni internazionali della Regione), insieme al compianto assessore Mario Centorrino, al siciliano Antonio La Spina capo dell’ICE in Cina ed alla nostra ambasciata a Pekino, un costruttivo rapporto con le massime autorità politiche e finanziarie cinesi (Fondo sovrano C.I.C. e China Development Bank, con la quale Lombardo sottoscrisse solennemente a Roma un protocollo d’intesa), giunto fino alla predisposizione delle schede tecniche di dieci grandi opere da finanziare in Sicilia, presentate da Frattini all’allora premier Wen Jiabao ed al presidente della C.I.C. Lou Jiwei, in visita a Roma. A seguito di ciò ricevemmo il loro ministro del commercio Yang Yaoping al porto di Augusta, che ottenne un primo co-finanziamento cinese di quasi 100 milioni di euro ad integrazione di quello statale (poi entrambi non utilizzati) per la costruzione dei piazzali per i container e la progressiva trasformazione a loro spese nel più grande porto commerciale del Mediterraneo. Purché fosse collegato stabilmente -precisò il Ministro- allo “entroterra europeo” con il ponte ferroviario sullo Stretto di Messina, che la Cina si dichiarò pronta a cofinanziare (ma la cui Società concessionaria, presente all’incontro, non a caso fu subito bloccata a lavori appena iniziati -come la TAV Lione/Torino- e messa in liquidazione da un D.L. di Monti).

Il contrastato ma avanzato iter si bloccò del tutto dopo che la rozza ignoranza di Crocetta non gli fece “riconoscere”(sic!) e ricevere con il dovuto riguardo un altissimo esponente istituzionale cinese, appositamente indirizzato dal prezioso La Spina per concludere l’accordo, quando avevo già lasciato la Regione.

Sarebbe partita dalla Sicilia quella “via della seta” alla quale il governo cinese non ha mai rinunciato e che, dopo averla rinegoziata per l’Italia con Gentiloni, sta riproponendo con la visita di Xi Jinping. Con essa ora si prevede il potenziamento e l’utilizzo dei porti italiani, a partire da Trieste e Genova, forse anche Taranto e Gioia Tauro, ma non Augusta e Pozzallo perché, benché più prossimi alle rotte, non sono collegati con il ponte alla rete ferroviaria europea. Tuttavia il non casuale “dirottamento” a Palermo del massimo vertice, dovuto per un riguardo alla città di Mattarella ma soprattutto per la posizione strategica della Sicilia, consente di ricucire il rapporto. Non sono previste riunioni operative (come a Trieste, dove si firmerà già per l’ampliamento del porto) ma è noto che il sistema piramidale cinese è sensibilissimo a qualsiasi segnale -positivo o negativo- proveniente dall’alto.

Non mancherà a Leoluca Orlando -l’unico ammesso al contatto, essendo la Regione ancora “in quarantena”- di riprendere il dialogo, che richiede tuttavia una pronta iniziativa progettuale di tutto il sistema Sicilia (imprese, Università, Enti territoriali etc.), ma soprattutto la volontà del governo italiano di colmare il divario infrastrutturale del Sud indirizzandovi questo provvidenziale intervento esterno e il suo effetto di spinta allo sviluppo. Ciò compenserebbe gli oltre 20 miliardi già investiti dai cinesi in quasi 700 imprese del centro-nord ( più 30 miliardi in Germania, ben 60 nel Regno Unito etc.) ed avvicinerebbe l’Italia e l’Europa (da 3 a 15 gg. di navigazione in meno a.r.) alle rotte del nuovo interscambio globale, bilanciando i massicci investimenti statali ed europei in infrastrutture del nord (TAV compresa) e potrebbe essere il corrispettivo politico per accettare l’autonomia differenziata delle Regioni ricche.

Ma chi alza oggi la mano per chiederlo ? Il silenzio è assordante !

Quanto alla posizione ostile assunta da Trump (e Putin, tant’è che Salvini si oppone), occorre ricordare che i vecchi equilibri che hanno a lungo governato il mondo, cristallizzati nel G7, sono ormai superati e che il nuovo policentrismo porta al recupero delle regioni mediterranee fin qui emarginate, rimesse in gioco dal declino dell’egemonia atlantica e dallo spostamento a sud dei nuovi motori dell’economia.

* Presidente di Sicilia Hub Internazionale
Esportazioni record in provincia di Trento

Esportazioni record in provincia di Trento


Come avvenuto nel 2017, il valore delle esportazioni trentine di merci nel corso del 2018 ha nuovamente raggiunto livelli record ed è risultato pari a 3.914 milioni di euro, segnando un aumento del 6,4%.

Sempre nello scorso anno, il valore delle importazioni di merci è stato di 2.670 milioni di euro con un incremento del 13,4% rispetto all’annata precedente. Il saldo positivo della bilancia commerciale si è dunque assestato sul valore di 1.244 milioni di euro.

Anche rispetto alla dinamica nazionale e a quella dell’area del Nord Est, che vedono le esportazioni aumentare rispettivamente del 3,1% e del 4,3%, l’andamento registrato dall’export delle imprese trentine appare decisamente positivo.
L’accelerazione delle esportazioni dalla provincia di Trento deriva in particolare dagli ottimi risultati nelle vendite all’estero dei macchinari e apparecchi (+105 milioni di euro rispetto al 2017), dei mezzi di trasporto (+54 milioni) e delle sostanze e prodotti chimici (+40 milioni).

Le esportazioni sono costituite principalmente da prodotti dell’attività manifatturiera (95,9% del valore complessivo). La quota maggiore è da attribuire ai “macchinari ed apparecchi” (21,3%), seguono i “prodotti alimentari, bevande e tabacco” (15,9%), i “mezzi di trasporto” (15,1%), le “sostanze e i prodotti chimici” (9,7%) e il “legno, prodotti in legno, carta e stampa” (8,1%).

Per quanto riguarda le importazioni, al primo posto si collocano i “mezzi di trasporto” con il 21,2%, seguiti da “legno, prodotti in legno, carta e stampa” con il 14,9% e dalle “sostanze e prodotti chimici” con il 12,5%.

Con riferimento alle aree di interscambio, nel 2018 l’Unione europea (28 Paesi) ha assorbito il 66% delle esportazioni; dalla medesima zona è derivato l’80,7% delle importazioni. L’Unione europea rappresenta quindi la principale direttrice per l’interscambio di merci con l’estero; nello specifico, si evidenzia un aumento rispetto al 2017 sia nelle esportazioni (+4,7%) che nelle importazioni (+12,4%).

Considerando la graduatoria dei principali Paesi per valore di export, al primo posto si conferma la Germania che rappresenta per il territorio provinciale il mercato verso cui si sono dirette merci per un valore superiore ai 700 milioni di euro, pari al 18,0% delle vendite effettuate sui mercati internazionali. Seguono a distanza gli Stati Uniti con più di 434 milioni di euro (pari all’11,1% delle esportazioni complessive) e Francia (368 milioni di euro, 9,4%).

“Così come anticipato ieri dai risultati della nostra indagine congiunturale – commenta Giovanni Bort, Presidente della Camera di Commercio di Trento – i dati sull’export diffusi oggi dall’Istat confermano il buon andamento dell’economia trentina nel corso dell’anno passato e testimoniano la capacità delle nostre imprese di mantenere e, laddove possibile, ampliare la propria presenza sui mercati esteri.”
Commercio estero: a dicembre 2018 forte calo delle esportazioni

Commercio estero: a dicembre 2018 forte calo delle esportazioni


Dai dati Istat emerge una nuova frenata nell'ultimo mese dell'anno: export -2,3% e import -1%. Nell'intero anno il surplus commerciale raggiunge i 39.804 milioni (nel 2017 era pari a 47.642 milioni).

Per quanto riguarda l'indice della produzione a dicembre 2018 si stima che l'indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dello 0,8% rispetto a novembre. Nel complesso del quarto trimestre il livello della produzione registra una flessione dell'1,1% rispetto ai tre mesi precedenti.

L'indice destagionalizzato mensile mostra un lieve aumento congiunturale solo nel comparto dei beni intermedi (+0,1%); diminuiscono invece in misura marcata i beni di consumo (-2,9%) e l'energia (-1,5%) mentre i beni strumentali registrano una variazione nulla.

Corretto per gli effetti di calendario, a dicembre 2018 l'indice è diminuito in termini tendenziali del 5,5% (i giorni lavorativi sono stati 19 contro i 18 di dicembre 2017). Nella media del 2018 la produzione è cresciuta dello 0,8% rispetto all'anno precedente.

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a dicembre 2018 un'accentuata diminuzione tendenziale per i beni di consumo (-7,2%) e per i beni intermedi (-6,4%); diminuzioni più contenute si osservano per l'energia (-4,4%) e per i beni strumentali (-3,5%).

Tutti i principali settori di attività economica registrano variazioni tendenziali negative. Le più rilevanti sono quelle dell'industria del legno, della carta e stampa (-13,0%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-11,1%) e della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-7,9%).
Polonia: Incontro internazionale di networking per aziende del settore Elettro-energetico

Polonia: Incontro internazionale di networking per aziende del settore Elettro-energetico


Il 19 marzo si svolgerà presso il Centro Conferenze dello Stadio Comunale di Wroclaw/Breslavia, l’Energy Industry Mixer, iniziativa di matchmaking volta a favorire l’incontro tra aziende e istituzioni del settore energetico attraverso la formula degli incontri rapidi in successione (“speed dating”).

L’iniziativa è rivolta ai produttori, fornitori e utilizzatori di componentistica, macchinari e attrezzature per il settore elettro-energetico che così avranno l’opportunità d’incontrarsi e conoscere la reciproche offerte nonché stabilire contatti di business.

Alla manifestazione hanno già annunciato la propria partecipazione diversi fra i più importanti produttori di apparecchiature e soluzioni per l'industria energetica, come anche i rappresentanti di numerose istituzioni che operano a sostegno del settore energetico nonché di aree con esso direttamente correlate - incluse, tra l’altro, associazioni di settore polacche ed estere, università, camere di commercio, istituti di ricerca e sviluppo, stampa specialistica ecc.

Partecipano in qualità di co-organizzatori della manifestazione: la Zona Economica Speciale di Wałbrzych "INVEST-PARK". Sp z o. o., la Energemini Polska Sp. z o. o.. Fra i Partner e Istituzioni che patrocinano l’evento sarà presente l'Associazione Nazionale degli Ingegneri Elettricisti, la Camera di Commercio per l’Energia e Protezione Ambientale, l’Agenzia per lo Sviluppo Industriale, la Camera di Commercio Polacco delle aziende elettrotecniche, il Politecnico di Wroclaw, l’Associazione delle Centrali Energetiche polacche, l’Associazione Nazionale per la Certificazione Energetica, la SHE Associazione dei Datori di Lavoro per la Distribuzione dell’Elettrotecnica, l’Istituto di Studi Energetici della Bassa Slesia, l’Ambasciata della Repubblica Polacca a Roma, il Consorzio Smart Power Grids Polska, Wroclaw Smart City, l’Agenzia di Sviluppo dell’Agglomerato di Wroclaw, il Voivodato della Bassa Slesia, la British Polish Chamber of Commerce ecc.
Graded lancia la sfida dell’innovazione green

Graded lancia la sfida dell’innovazione green


Dalla geotermia alla produzione di bio-combustibili, dalla prima fattoria ecologica capace di auto-sostenersi sfruttando fonti alternative come sole, vento e biomasse ai mini impianti di “micro-cogenerazione” a impatto ambientale quasi zero. Nel campo delle energie rinnovabili sono numerosi i fronti sui quali continuerà a muoversi anche nel 2019 Graded, azienda napoletana gestita da Vito Grassi, presidente di Unione Industriali Napoli e Confindustria Campania, e dal fratello Federico, attiva sia in Italia che all’estero.

Geotermia
Dopo  il taglio del nastro lo scorso anno di Smart Case, il primo modello del Mezzogiorno di edificio in scala reale completamente autonomo dal punto di vista energetico, tra i prossimi step c’è l’avvio del progetto “Geogrid” con l’installazione di dieci sonde geotermiche tra due gallerie nei cantieri della Metropolitana di piazza Municipio a Napoli, collegate a un Energy Box che produce 22,5 kW di potenza termica e 21,9 kW di potenza frigorifera.
Il progetto è realizzato in collaborazione con tre partner accademici: l’Università degli Studi Parthenope, la Federico II di Napoli e l’Università degli Studi di Salerno. All’impianto, in questa fase, non sarà collegata nessuna utenza reale ma il progetto - realizzato a scopo di ricerca - consentirà di testare il condizionamento di una struttura di dimensioni maggiori di quelle di un’abitazione.

Celle a combustibile
Tra gli altri progetti di ricerca cui partecipa l’azienda ci sono “Bio-Value”, avviato a inizio 2014 per un valore di oltre 6 milioni di euro e realizzato dal Distretto ad Alta Tecnologia della Campania per l’energia “Smart Power System” in collaborazione con Magaldi Power Spa e Bioenergy Srl, tre università campane ( “Federico II”, Università del Sannio, Università Vanvitelli) e l’Istituto di Ricerche sulla Combustione del Cnr; il “Fuel Cell Lab”, che si focalizza sullo studio e lo sviluppo di piattaforme tecnologiche modulari basate su celle a combustibile per la cogenerazione-poligenerazione dell’energia;“Smart generation” che punta al recupero energetico dei reflui industriali attraverso la gassificazione con torcia al plasma per la produzione di syngas ad elevato contenuto di idrogeno da impiegare come combustibile.

Green Farm
La prima fattoria ecologica capace di operare e auto-sostenersi sfruttando fonti energetiche rinnovabili come sole, vento e biomasse, sarà realizzata da Graded in via sperimentale in un’azienda agricola di Castevolturno di proprietà del Dipartimento di Agraria dell'Università Federico II di Napoli, in vista della presentazione all’Expo 2020 di Dubai. Prende corpo il progetto ideato tre anni fa dagli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale Augusto Righi di Fuorigrotta insieme agli ingegneri Graded nell’ambito dell’iniziativa “Studiare l’impresa, l’impresa di studiare”, il cui modello fu presentato ad Expo 2015. L’obiettivo è l’esposizione universale del 2020 - che sarà focalizzata sul tema dell’efficientamento energetico - portando negli Emirati Arabi risultati concreti: le analisi dei dati ricavati dalle produzioni energetiche che Graded realizzerà nell’azienda pilota.

Le “isole energetiche” 
E’ focalizzato sullo studio delle “isole energetiche”, sistemi autosufficienti basati su fonti rinnovabili, il progetto “Rays”, che sarà realizzato all’interno del programma di ricerca europeo Horizon 2020 in partnership con quattro Atenei - Università degli Studi dell’Aquila, Università di Saragozza (Spagna), Università di Timisoara (Romania), Università di Zagabria (Croazia) – e un Consorzio di ricerca, il Craveb. L’obiettivo è quello di mettere a punto strutture autosufficienti da integrare in sistemi locali in grado di assicurare autonomia energetica a distretti remoti o piccoli contesti urbani anche in caso di eventi climatici avversi, come i terremoti, che portano all'isolamento.

Combustibili bio
Quattro partner accademici - Università di Napoli “Federico II”, Università di Palermo, Università della Tuscia di Viterbo, Università degli Studi della Basilicata – e un’impresa, la Eni Spa, sono invece i protagonisti con Graded del progetto “Biofeedstock” che punta allo sviluppo di piattaforme tecnologiche integrate per la valorizzazione di biomasse residuali attraverso schemi avanzati di trasformazione coerenti con i principi dell’economia circolare, come processi di bio-raffinazione finalizzati alla produzione di “bio-combustibili sostenibili” e biochemicals.

Micro-cogenerazione
Impatto ambientale “zero” è la parola d’ordine di “Start” che si propone lo sviluppo di un prototipo di impianto di micro-cogenerazione energetica affidabile, sostenibile e competitivo fatto di mini impianti diffusi sul territorio. Partner del progetto sono l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, l’Università degli Studi del Sannio, Atena Scarl e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

Cruscotto 4.0
E’ il progetto di ricerca realizzato in collaborazione con due studenti della Digita Academy: un cruscotto di monitoraggio da remoto di un impianto fotovoltaico di 1 MW di potenza elettrica (4.200 pannelli su un’area di 27mila metri quadri) realizzato e gestito da Graded a Ianova, in Romania. Il software ha un’interfaccia “user friendly” che consente in maniera semplice ed intuitiva di visualizzare in tempo reale le prestazioni  dell’impianto, anche da parte di personale non tecnico, e di gestire tutti gli aspetti economici annessi. Il software aggiorna la sua base dati ogni 15 minuti con le grandezze misurate “real time” dai sensori dell’impianto..
Macroregione Mediterranea: nuova tappa verso l'assemblea

Macroregione Mediterranea: nuova tappa verso l'assemblea


Nuova tappa verso l'assemblea costituente e l'avvio operativo della Macroregione mediterranea, innovativa forma di democrazia partecipativa, in programma per il 9 e il 10 novembre all'Istituto di Studi Filosofici di Napoli.

Plurale, rappresentativa e determinante partecipazione nella sede del Collegio Amministrativo Ferroviario Italiano (CAFI) a Roma per il varo del nuovo strumento europe trainante di affermazione dei piu' condivisibili e auspicabili obiettivi di coesione territoriale volti a sostenere, promuovere ed accompagnare programmi e progetti per lo sviluppo e la riduzione delle disparita' tra territori e cittadini. Fra i presenti Giovanni Sacca', responsabile del Settore studi del CAFI, Paolo Pantani, direttore di Civicrazia, espressione della sana ed impegnata società civile, e coordinatore del comitato promotore della Macroregione mediterranea centro occidentale, Gianpaolo Basile, collaboratore dell' Europarlamentare Andrea Cozzolino, Cristina Florenzano, delegata della Regione Basilicata, Stanislao Napolano, membro del comitato promotore e i giornalisti Carmelo Cutuli e Nicola Rivieccio.

La Macroregione, evidenziano i promotori, rappresenta l'opportunità storica da cogliere. In un'epoca in cui l'Unione europea vive un momento di forte incertezza democratica nasce la grande opportunità delle politiche Macroregionali. Quattro di esse stanno già operando (la baltica, la danubiana,la ionico-adriatica e l'alpina). Sono nate per stimolare anche gli Stati a impegnarsi con finanziamenti propri.
Il nuovo organismo partecipativo macroregionale rappresenta dunque in questo momento il più avanzato strumento dell’Unione Europea con cui colmare il deficit di democrazia in un’Europa ormai in pasto alle multinazionali e nella quale ogni cittadino non sia più diviso ma operi insieme agli altri in una logica di condivisione di obiettivi e risultati e nella quale non si è più costretti a delegare, ma si possa finalmente prendere in considerazione un nuovo modello di esercizio democratico.

Questo modello rappresenta il vero salto di paradigma, la possibilità di una governance affidata ad un processo che parte dal basso- spiega Paolo Pantani, primo direttore della Associazione Civicrazia per la difesa dei diritti del cittadino, con il mandato specifico per le politiche macroregionali e il varo della V macroregione europea, del Mediterraneo centro occidentale e coordinatore del Forum di Napoli per la M.M.C.O, MACROREGIONE MEDITERRANEA CENTRO OCCIDENTALE programmato per il 9 e il 10 Novembre 2018. Sede della Macroregione Mediterranea centro occidentale è Napoli e la sede operativa di rappresentanza è in Palazzo Francesco Berio in Via Toledo 256.

Italiani nel Mondo: presentazione sedi C.I.M. Campania e Congresso Internazionale di Matera

Italiani nel Mondo: presentazione sedi C.I.M. Campania e Congresso Internazionale di Matera


La C.I.M. è un'organizzazione associativa di italiani residenti all'estero che intendono conservare cultura e tradizioni della propria terra d'origine. Inoltre, promuove il "Made in Italy" incoraggiandone gli scambi commerciali.

La sede campana si propone l'obbiettivo di collaborare con gli organismi nazionali ed internazionali della Confederazione (circa duemila associazioni nel mondo) per rafforzare il contatto con gli italiani residenti all'estero.

Martedì 24 luglio 2018 alle ore 12.00 presso la Camera di Commercio di Napoli in Via S.Aspreno, 2 (angolo Piazza della Borsa) si terrà la conferenza stampa per promuovere il XII Congresso Mondiale della C.I.M., la Confederazione Italiani nel Mondo, che si terrà a Matera dal 5 al 7 ottobre 2018. L’incontro servirà anche ad ufficializzare l’apertura delle due nuove sedi Campane della stessa C.I.M.: a Napoli, in via G. Porzio, Isola G1 del Centro Direzione, scala D, interno 65, e a Salerno in Via Santa Marina,48.

Introducono e moderano l’incontro:

  • Renato Rocco, direttore de “La Buona Tavola”;
  • Brunella Cimadomo, direttrice della “BC Communication Services”, in qualità di coordinatori della sede di Napoli.

Saluti:

  • Girolamo Pettrone, Commissario della Camera di Commercio di Napoli
  • Antonio Marchiello, Assessore alle Attività Produttive della Regione Campania.


Intervengono:

  • Gianni Casella, Responsabile della C.I.M. Salerno;
  • Antonino di Trapani, Presidente della C.I.M. regione Campania;
  • Stefano Caldoro, Presidente onorario della C.I.M. Campania;
  • Angelo Sollazzo, Presidente mondiale della C.I.M.;
I primi cinque mesi dall’entrata in vigore del CETA hanno fatto registrare un aumento globale dell’export italiano verso il Canada

I primi cinque mesi dall’entrata in vigore del CETA hanno fatto registrare un aumento globale dell’export italiano verso il Canada


Gli effetti positivi dell’Accordo CETA sono stati riportati dall’Avvocato Paolo Quattrocchi, Direttore del Centro Studi Italia-Canada, nel corso di un modulo di approfondimento, all'interno del Master "Food Law” della LUISS School of Law

I primi cinque mesi dall’entrata in vigore del CETA hanno fatto registrare un aumento dell’export italiano verso il Canada in misura pari al +11.% e in particolare nel settore agroalimentare con una crescita del +14% che rende l’Italia il primo esportatore europeo verso il Canada nello specifico settore.” Così l’Avvocato Paolo Quattrocchi, Direttore del Centro Studi Italia-Canada, durante il suo intervento al modulo di approfondimento, all'interno del Master "Food Law", alla LUISS School of Law, che si è tenuto oggi presso l’Aula Nocco della Facoltà Universitaria.

D’altro canto – ha proseguito Quattrocchi - il Canada, dall’entrata in vigore del CETA, pur avendo tratto vantaggio, facendo registrare una importante crescita dell’export verso l’Italia del 24%, registra il crollo delle esportazioni di grano verso il nostro paese, tradizionalmente il primo acquirente di grano canadese. Nei prossimi mesi sarà possibile verificare se, come probabile e auspicabile, gli effetti positivi già registrati verranno confermati. Del resto il tradizionale legame che unisce l’Europa, e in particolare l’Italia, con il Canada non potrà tradire le aspettative. La quasi totale abolizione dei dazi doganali, già in essere, e le altre misure che incidono sul settore, non solo agro-alimentare, ma anche pharma, certificazioni di prodotto (con benefici in special modo per i macchinari industriali), appalti pubblici (sui tre livelli: federale, provinciale e metropolitano), tutto lascia prevedere un incremento dei traffici, peraltro già avvertito anche dat grandi player della logistica che, come Maersk si stanno preparando al previsto aumento dei flussi, hic et hinde.

Una menzione a parte meritano le denominazioni di origine che pure stanno traendo vantaggio dal CETA: prodotti di alta qualità italiani, che prima non potevano entrare sul mercato canadese, oggi possono essere sugli scaffali canadesi con le proprie denominazioni, finalmente tutelate anche rispetto a chi, in in passato aveva, forse con una certa disinvoltura utilizzato denominazioni che richiamavano il ben più qualificato prodotto made in Italy.

Tutto comunque va inquadrato in un contesto storico e di relazioni commerciali che non lasciava intravedere particolari rischi sulla riuscita. Certo in Italia non tutti sono contenti dal momento che sono solamente 41 le denominazioni di origine italiane che il Canada ha riconosciuto; poche, in termini numerici, rispetto alle molte riconosciute in Europa (143 IGs), ma “di peso” se così si può dire dal momento che queste 41 IG rappresentano il 90 % del valore economico delle IG. Peraltro il CETA é un accordo aperto che prevede la costituzione di commissioni miste (già in corso di formazione), una per ogni settore di intervento del CETA, il cui compito é proprio quello di raccogliere le istanze, monitorare e se del caso implementare l’Accordo. Si tratta, quello dell’inserimento di nuove IG, di meccanismi invero complessi per la cui proficua utilizzazione é necessaria attenzione lungimiranza. L’auspicio é che la fase di esecuzione già in atto, in attesa della ratifica, che non necessariamente deve avvenire in poco tempo, sia vissuta dalle parti e, per quello che ci riguarda, dall’Italia, in modo intelligente, operando, in altre parole, affinché eventuali insoddisfazioni vengano superate, con il sostanziale gradimento da parte del mondo produttivo italiano.

Certo un accordo è pur sempre un compromesso, così come in Canada, anche in Italia qualche categoria, settore potrà rimanere non soddisfatto al 100%: quello che conta è che il bilancio sia positivo, così come lo è ora e come tutti ci auguriamo che rimanga.
La migliore risposta ad ogni perplessità sono i numeri e speriamo quindi che i numeri continuino a crescere come hanno fatto da settembre 2017 ad oggi.

Del resto – ha chiosato, ribadendo i concetti, l’Avvocato Quattrocchi - l’esecuzione provvisoria del CETA proprio a questo può anche servire: monitorare, verificare, implementare, il tutto a beneficio di tutti, cittadini europei, italiani e canadesi.
Silvia Bolzoni (Zeta Service): “Occorre costruire un nuovo modello di business che sappia essere sorridente”

Silvia Bolzoni (Zeta Service): “Occorre costruire un nuovo modello di business che sappia essere sorridente”

 

E’ stato ufficialmente consegnato, durante la Cerimonia di Gala al Gessi Milano il “Positive Business Award” alla società Zeta Service (www.zetaservice.com).

Premiata per la categoria Positive Business Company la Zeta Service, azienda che si occupa di servizi payroll, amministrazione del personale, consulenza del lavoro e consulenza HR. 15 anni di esperienza, appena compiuti e festeggiati con un grande evento a Villa Necchi a Milano, oltre 200 collaboratori, 400 clienti, 7 sedi in Italia, ZetaService è una delle aziende leader nel settore. Ma sopratutto è una azienda che crede fortemente nel “sorriso”: quello dei clienti e quello dei dipendenti.

Il premio ideato dalla Scuola di Palo Alto per celebrare la cultura positiva di aziende, persone e organizzazioni che nell’esercizio del proprio business hanno dato prova di tradurre in fatti, progetti e comportamenti i valori e i principi della Scienza dell’Happiness.

Fondata da Silvia Bolzoni, che attualmente ne è la Presidente, Zeta Service è una azienda innovativa, costruita su valori forti, che mettono al centro le persone, sia i collaboratori che i clienti. In questi anni si è fatta promotrice di numerosi progetti sociali sulle pari opportunità e per il benessere nell’ambiente lavorativo. Con il Progetto Libellula, ad esempio si è fatta capofila di un network di aziende unite nella lotta contro la violenza sulle donne e la discriminazione di genere.

“Da sempre in Zeta Service crediamo fortemente in un modello di business che sappia davvero essere sorridente, che si basi sulla costruzione di relazioni positive tra i dipendenti, il management ed i nostri clienti. Zeta Service non vuole solo essere un posto di lavoro, ma un progetto, una comunità di persone, di valori vissuti quotidianamente. Per noi la responsabilità sociale non è solo uno slogan, ma parte integrante della nostra identità. Per questo sono particolarmente fiera di ricevere il prestigioso premio della Scuola di Palo Alto, perché ci riconosce come una azienda che ha messo il sorriso, la felicità, al centro della propria attività quotidiana. Ed è proprio grazie a questo sorriso che abbiamo appena compiuto 15 anni in continua crescita.” - ha dichiarato Silvia Bolzoni.

Il Positive Business Award si affianca oggi ai numerosi premi ad oggi ricevuti da Zeta Service:“Capitani Coraggiosi” di Confindustria nel 2016; Premio “Buone Prassi di responsabilità sociale” da parte della Camera di Commercio di Milano dal 2013 al 2017; “BEST WORKPLACE FOR WOMEN” (2017-2018).

Tra gli altri riconoscimenti si segnala che Zeta Service è stata presente per due anni nella classifica speciale redatta dal Great Place To Work Institute® Italia che elenca i 20 ambienti di lavoro eccellenti per le donne e che Il Comune di Milano ha assegnato a Zeta Service l’Ambrogino d’Oro per le politiche di conciliazione vita-lavoro e di gestione delle risorse e per essere stati la prima azienda a riconoscere il congedo matrimoniale ad un dipendente che ha firmato il registro delle unioni civili con il suo compagno.
Ai nastri di partenza l’international Summer School “Law and Bilateral Trade: North America - Europe”. Collaborazione tra Université de Montréal e l’Università degli Studi di Milano

Ai nastri di partenza l’international Summer School “Law and Bilateral Trade: North America - Europe”. Collaborazione tra Université de Montréal e l’Università degli Studi di Milano


Dal 28 maggio al 1° giugno si terrà a Montréal la terza edizione della Summer School in Droit et commerce bilatérale: Amérique du Nord Europe/Law and Bilateral Trade: North America-Europe organizzata in cooperazione tra l’Université de Montréal e l’Università degli Studi di Milano.

Rivolta a studenti, in particolare di Giurisprudenza, Scienze politiche, Economia e Studi internazionali, e professionisti , la Summer School è dal 2016 un’occasione di alta formazione in modalità intensiva, con un programma che varia ogni anno, sui temi inerenti la politica commerciale internazionale: i rapporti che intercorrono tra Unione europea e Nord America, gli accordi commerciali in esecuzione, come il CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement), o potenzialmente in negoziazione, come il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership).

Questa Summer School internazionale, si tiene alternativamente a Montréal e a Milano ed è co-diretta, per l’Université de Montréal dai professori Hervé A. Prince e Nanette Neuwahl, per l’Università degli Studi di Milano, dai professori Lucia Bellucci e Gian Luigi Gatta.

Nelle sessioni tematiche in cui si articola l’edizione 2018, interverranno esperti professori delle Università di Milano, Montréal, Laval, Bordeaux, Besançon e Parigi, alcuni dei quali hanno già insegnato nelle edizioni precedenti della Summer School: Francesca Arnaboldi, Angelica Bonfanti, Francesco Delfini, Ysolde Gendreau, Loic Grard, Véronique Guèvremont, Albert Henke, Francesca Romanin Jacur, Leila Lankarani, Amissi Manirabona, Richard Ouellet, Stéphane Rousseau e Martine Valois.

Come nelle precedenti edizioni, Nctm Studio Legale, uno tra i più importanti studi legali indipendenti italiani, parteciperà alla manifestazione per dare un contributo professionale ed educativo ai giovani allievi attraverso la maturata esperienza in ambito di international trade. Tra i relatori saranno infatti presenti anche quest’anno due Partner di Nctm che hanno partecipato anche in passato alla Summer School: Paolo Quattrocchi, esperto di diritto societario e commerciale, con particolare attenzione all’internazionalizzazione d’impresa, nonché direttore del Centro Studi Italia-Canada e vice-presidente della Camera di Commercio italiana in Canada Ovest, e Bernard O’Connor, esperto di diritto commerciale comunitario, OMC e proprietà intellettuale.

Per la Summer School, che si svolge sotto l’Alto Patronato dell’Ambasciata del Canada in Italia, le due università partner sono state insignite del prestigioso Premio Venezia della Camera di Commercio Italiana in Canada.
Il Centro Studi Italia-Canada avvia una partnership con il Dekker Hewett Group di Vancouver

Il Centro Studi Italia-Canada avvia una partnership con il Dekker Hewett Group di Vancouver


Al via una nuova collaborazione per il Centro Studi Italia-Canada che ha stretto un accordo di partnership con Dekker Hewett Group per Canaccord Genuity, società leader nel settore dei servizi finanziari, con operazioni in due segmenti principali del settore dei titoli: gestione patrimoniale e mercati dei capitali.

La collaborazione si espliciterà attraverso la produzione congiunta di contenuti e approfondimenti nel settore degli investimenti e delle relazioni B2B tra Italia e Canada e focus su specifichi settori economici, Canaccord supporterà il Centro Studi Italia-Canada nel fornire una visione più chiara del mercato canadese, agendo come una lente di ingrandimento locale sugli sviluppi della cooperazione tra le due sponde dell’Atlantico, a partire dalle opportunità di investimento estero.

Come primo step della partnership è stato pubblicato oggi sul portale del Centro Studi Italia-Canada una overview sull’economia canadese: (http://www.centrostudi-italiacanada.it/articles/un_overview_sull_economia_canadese-83/)

Il Centro Studi Italia-Canada è un gruppo di lavoro che ha come finalità il sostegno al dialogo e la promozione della conoscenza reciproca tra Italia – intesa anche come membro dell’Unione Europea – e Canada, mediante lo sviluppo di attività di ricerca ed analisi della società, scambi culturali e scientifici, anche attraverso l’organizzazione di eventi che favoriscano l’interazione e costituiscano luogo di incontro tra operatori italiani e canadesi.
Dazi: Isola (Rifline) sbagliato alzare barriere per tutelare il proprio mercato

Dazi: Isola (Rifline) sbagliato alzare barriere per tutelare il proprio mercato

Nel corso di un’intervista esclusiva rilasciata a Startupper Magazine, Francesco Isola, managing director di Rif Line, società internazionale di logistica con base in Italia, ha dichiarato "ritengo che chi in tempi di globalizzazione ritiene di poter semplicemente alzare delle barriere per tutelare il proprio mercato e le proprie aziende, abbia una visione davvero ristretta. E non intendo sul piano “culturale” ma proprio sul piano pratico: il sistema produttivo è oggi fortemente interconnesso a livello internazionale, molte aziende Usa producono in realtà in Cina o in altri paesi, utilizzando componenti spesso realizzati da altri paesi ancora. E questo vale per tutte le nazioni “avanzate”. Mettere dazi rischio di essere una mossa semplicemente molto poco avveduta, che può penalizzare fortemente anche le aziende della propria nazione. Le guerre commerciali quindi non hanno alcun senso.”

Nel corso dell’intervista, Isola, affronta inoltre il tema della crescente digitalizzazione ed i suoi effetti sul commercio internazionale “Se la digitalizzazione, la tracciabilità delle spedizioni, la velocità, sono elementi strategici e lo saranno sempre più in futuro, questi non potrà mai prescindere dalla capacità delle compagnie di logistica di essere fisicamente presente nel principali scenari del commercio internazionale, per assistere, per risolvere le problematiche burocratiche o di dogana, per consigliare i clienti e quindi rendere più facile il loro lavoro. Credo sia fondamentalmente errato pensare che il digitale renda inutile il lavoro offline delle persone, degli esperti, dei consulenti. Certo, occorre guardare a questa presenza fisica non più solo e tanto come forza manuale, ma come opportunità evoluta.”

“E’ quindi facile - conclude il manager - per me tracciare delle linee per lo sviluppo futuro: l’e-commerce pur non sostituendo il commercio tradizionale p quello della grande distribuzione, di fatto li cambierà radicalmente. Proprio per questo chi sia occupando logistica deve fin d’ora comprendere queste trasformazioni in atto, sopratutto puntando sull’innovazione.”

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Media Relations, il metodo americano spiegato in un libro

Media Relations, il metodo americano spiegato in un libro


Questo volume rappresenta una guida operativa di riferimento per il professionista delle relazioni pubbliche che intenda approfondire e sviluppare le proprie conoscenze nella branca specifica dei rapporti con i media, utilizzando gli strumenti più efficaci e prendendo in considerazione metodologie mirate ad un rapporto equilibrato e pro-attivo con i mezzi d'informazione.

Trattare con i media rappresenta una sfida unica in quanto i mezzi d'informazione hanno il controllo totale sulle notizie che gli vengono proposte, stabilendo se possano risultare d'interesse per la propria audience. I rapporti in corso tra un'organizzazione e i media risultano pertanto di vitale importanza affinché questa possa esprimere pienamente il proprio potenziale di narrazione.

Oltre alla descrizione delle tecniche e degli strumenti tipici delle relazioni con i media, intese a partire dall'esperienza americana, a tutt'oggi la più avanzata a livello mondiale, il volume fornisce un'ampia trattazione degli effetti della comunicazione attraverso i media in merito alla gestione della reputazione attraverso tecniche avanzate di crisis e reputation management.

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Intesa Sanpaolo e Agenzia ICE siglano un nuovo accordo per favorire la crescita delle imprese nei mercati internazionali

Intesa Sanpaolo e Agenzia ICE siglano un nuovo accordo per favorire la crescita delle imprese nei mercati internazionali


Intesa Sanpaolo e ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane hanno siglato un nuovo accordo e avviato un rapporto di reciproca collaborazione: l’obiettivo è orientare e sostenere le imprese interessate a operare nei mercati internazionali, attraverso attività di carattere consulenziale, formativo e informativo.

La partnership si inserisce in un contesto favorevole per le esportazioni italiane, che anche in futuro potranno rappresentare una leva di crescita importante per la nostra economia. Sui mercati esteri si aprono opportunità straordinarie, anche grazie ai nuovi approcci resi possibili dal digitale, che annullano le distanze verso i Paesi con maggiore lontananza fisica e culturale. Gli imprenditori sono sempre più consapevoli della necessità di ridefinire i propri progetti di espansione internazionale potenziando le competenze e la multicanalità, fattori sui quali si gioca la capacità delle imprese italiane di competere nel mondo.

In quest’ottica, Intesa Sanpaolo e Agenzia ICE mettono insieme le proprie competenze per sostenere la crescita estera del sistema imprese italiano, valorizzando le sinergie con gli organismi istituzionali e accompagnando le imprese in tutte le fasi del processo di internazionalizzazione. In particolare, l’accordo prevede:

- lo svolgimento di un’attività di consulenza, attraverso l’erogazione, da parte dell’Agenzia ICE, alle imprese clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo di pacchetti di servizi ad hoc a tariffe agevolate, come ad esempio ricerche di mercato in Paesi esteri, individuazione di nuovi partner, creazione di una rete di vendita all’estero;
- l’elaborazione di un’attività di informazione a favore delle imprese clienti della Banca, attraverso la realizzazione di presentazioni Paese/settore, prevedendo la partecipazione di personale dell’ICE;
- l’attivazione di forme di collaborazione, quali la compartecipazione a eventi, convegni, seminari, manifestazioni, fiere e missioni in Italia e all’Estero;
- la realizzazione di iniziative congiunte di formazione, con il coinvolgimento di Intesa Sanpaolo Formazione: tra queste la seconda edizione Digital4Export, percorso formativo promosso con Piccola Industria Confindustria e focalizzato sulla comunicazione digitale per l’internazionalizzazione, che dal 4 aprile sarà ospitato a Torino, Varese, Pordenone, Ancona, Caserta e Cosenza, con 6 giornate formative per ciascuna tappa e 8 ore di coaching aggiuntivo
- la collaborazione, attraverso Intesa Sanpaolo Innovation Center, su iniziative congiunte finalizzate a intercettare la domanda d’innovazione delle imprese: match-making, sinergie con incubatori, centri di ricerca e istituzioni partner, connessioni con imprenditori e investitori di altri Paesi.