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Macroregione, Del Sorbo: Economia terreno fertile per cooperazione

Macroregione, Del Sorbo: Economia terreno fertile per cooperazione


La creazione di una quinta macroregione, quella del Mediterraneo Occidentale, è ipotizzata non solo come un proseguimento di esperienze già in atto a partire dal 2009, con le creazioni della Baltica, della Danubiana, della Adriatico-Jonica e della Alpina, ma anche come uno strumento di una strategia di grande respiro. Il futuro dell’Europa delle comunità territoriali, il recupero del rapporto tra cittadini e istituzioni, si coniuga in questo caso con la ricerca di una più completa identità europea. Con la piena valorizzazione, finalmente!, dell’Europa Mediterranea attraverso un dialogo più stretto e strategie di crescita più interagenti e integrate con i Paesi della sponda Sud. Nella consapevolezza, come ricorda il Professor Piraino, che appena un terzo dei cinquecento milioni di abitanti dell’area mediterranea sono cittadini dell’Unione Europea. Da imprenditrice e rappresentante del mondo associativo, sono molto interessata a prospettive che favoriscano lo sviluppo economico e sociale attraverso nuove forme di dialogo territoriale, che facciano leva su esigenze comuni. L’ Italia piattaforma naturale del Mediterraneo ed in modo principale le regioni del Sud sono strategiche per l’economia del mare.

I campi di intervento su cui in linea prioritaria si potrebbe trovare un terreno fertile per le strategie cooperative sono stati indicati nella blue e nella green economy, nell’economia soft e slow, nella cultura e nell’istruzione, nel turismo, nell’energia, e naturalmente nella ricerca e nell’innovazione. Per la Green Economy con la normativa in vigore dell’IMO si parla di una riconversione di oltre 7000 navi tra installazione di Scrubber e Ballast Water Management System. Comprendiamo bene che dinanzi a queste enormi opportunità, il ruolo della supply chain di Big Player-attori di questo cambiamento- è veramente centrale. Ritengo che la vera sfida sarà far credere le nostre PMI, sia in termini di sinergie creando reti dia in termini di competitività attraverso processi di innovazione ed internazionalizzazione. Sono piste che stiamo cercando di percorrere con sempre maggiore determinazione anche sulla nostra scala locale campana e che, proprio per questo, per avere cioè già avviato iniziative specifiche, sappiamo bene debbano essere rilanciate su una dimensione più vasta. Ricordo, ad esempio, che proprio in Campania è stato costituito il Cluster Tecnologico Nazionale BIG – Blue Italian Growth. Per la Blue Ecomomy, in pratica, è stata costituita una piattaforma di dialogo tra sistema pubblico della ricerca e le imprese, con funzioni di coordinamento tra ricerca pubblica e ricerca privata, tra governo e politiche territoriali.

Il Cluster BIG, pur in un ambito di riferimento territoriale e istituzionale ancora delimitato, è comunque espressione del tentativo di rompere schemi, di aggregare funzioni, di promuovere uno sviluppo che parta da esigenze e potenzialità di sviluppo concrete, dalle vocazioni dei territori. Ricordo, al riguardo, che la filiera della cosiddetta “Economia del Mare” che rappresenta il 2% del PIL nazionale, è di grande interesse strategico per l’economia del Paese, ed in particolare del Mezzogiorno, generando un valore aggiunto in Italia pari a 44,4 miliardi di euro di cui 14,7 miliardi di euro originati nel Mezzogiorno (circa il 33%; dati SRM Società Studi e Ricerche del Mezzogiorno). Lo sviluppo ulteriore di questa filiera è evidentemente collegato alla capacità della Campania, del Mezzogiorno continentale e insulare, di potenziare business ma anche e soprattutto individuare temi e valori comuni con altre aree del Mediterraneo. La crisi delle regioni da una parte, e dall’altra il declino di un modello d’Europa accentratrice, normativo burocratica, vincolistica e scollegata dai territori è un dato che avvertiamo quotidianamente e che ha come contraltare il rilancio dei nazionalismi. La prospettiva di soluzioni nuove che sappiano riavvicinare la politica ai problemi della gente e alle esigenze del mondo produttivo, a partire dalle piccole e medie imprese che ne rappresentano così tanta parte in Italia e in Europa, non può che intrigarci e renderci disponibili a ogni forma di collaborazione concreta, basata su strategie, programmi e azioni.

Come Confindustria siamo convinti che la strada per lo sviluppo non possa prescindere da un modello di crescita che recuperi il valore trainante dell’impresa, al servizio di una società inclusiva, che promuova lavoro qualificato e produttivo, che riconfiguri gli iter formativi, che non trascuri impegni e responsabilità e sappia pertanto perseguire anche una graduale riduzione del debito pubblico. Ma per cogliere questi obiettivi c’è bisogno anche di modelli di governance adeguati alle esigenze della moderna competizione. In tal senso, l’idea di Macroregioni che superino i confini nazionali, che siano concepiti sulla base di funzioni e non si risolvano dunque nella sovrapposizione di nuove istituzioni, è di sicura suggestione, al di là dei risultati dei tentativi finora attuati. C’è tuttavia bisogno di farle marciare concretamente, tanto più che per la loro operatività sono comunque indispensabili percorsi e intese istituzionali. Il mondo dell’impresa è da sempre impegnato a misurarsi su obiettivi pragmatici ma – e lo abbiamo dimostrato ancora una volta con le Assise di Verona – sa anche che per creare sviluppo serve una vision, avere chiare le direttrici di marcia per quella che dovrà essere la nostra società nel prossimo futuro. Su queste basi, siamo pronti a fornire ogni possibile contributo che vada nella direzione auspicata.

Anna Del Sorbo
Gabriele Chiarini (Studio Legale Chiarini): gli errori medici sono spesso responsabilità delle strutture

Gabriele Chiarini (Studio Legale Chiarini): gli errori medici sono spesso responsabilità delle strutture


In Italia non esistono dati aggiornati e credibili sugli errori sanitari, nemmeno stime attendibili. I dati che riportano una diminuzione delle domande di risarcimento, diffusi dalle statistiche, non tengono conto della prassi sempre più diffusa dell’autoritenzione del rischio sanitario, ossia il fondo destinato a risarcire i pazienti, che le strutture accantonano per non dover ricorrere alle compagnie assicurative.

Gabriele Chiarini, dello Studio Legale Chiarini, è un esperto nel campo della responsabilità sanitaria e del risarcimento del danno alla persona da errore medico. Chiarini ha realizzato con il suo staff un report sugli errori medici, che può essere letto gratuitamente a questo link:

https://www.chiarini.com/fenomenologia-errore-in-sanita/

“Se un cittadino ritiene di essere stato vittima di errore medico – dichiara l’avvocato Gabriele Chiarini - la prima cosa da fare è cercare di capire se effettivamente quello che è successo al paziente configura un errore medico. Poi si deve verificare se questo errore è rilevante per la legge, cioè se si è verificato un danno per il paziente e se questo danno è ricollegabile causalmente all'errore.
Se questi accertamenti preliminari hanno esito positivo, allora siamo davanti ad una ipotesi di “medical malpractice”, che può essere gestita sotto il profilo legale, privilegiando la strada della richiesta di un risarcimento danni in sede civile, piuttosto che quella - assai più difficile - della denuncia o querela in sede penale.

Bisogna, allora, quantificare esattamente il danno, individuare il soggetto giuridico che è tenuto a risarcirlo, aprire il sinistro con la Struttura responsabile e con l'eventuale Compagnia Assicuratrice, per poi gestirlo in via stragiudiziale e – se occorre – davanti all'autorità giudiziaria competente. Per tutte queste attività, è necessario rivolgersi ad un avvocato specializzato in responsabilità sanitaria, il quale dovrà avvalersi del supporto di un medico legale e di uno specialista nella disciplina coinvolta.”
Da oggi in libreria “Rilanciare l’Italia facendo cose semplici”

Da oggi in libreria “Rilanciare l’Italia facendo cose semplici”


Da oggi in libreria “Rilanciare l’Italia facendo cose semplici” (Giacovelli Editore) il mio nuovo libro di soluzioni semplici, pragmatiche e manageriali per i problemi del Paese, scritto con il contributo di tutta la nostra Confederazione.”. Lo ha dichiarato in una nota Angelo DEIANA, Presidente di Confassociazioni.

“Un libro sul futuro del nostro Paese, un libro concreto e pragmatico - ha continuato il Presidente Deiana - il cui tema strategico è semplice: per rilanciare l’Italia serve un nuovo orizzonte di cose da fare per ritrovare quello che abbiamo perso durante la crisi: il nostro pensiero felice. Il nostro è un Paese fortissimo, ma anche un Paese “Peter Pan”, un Paese narciso che vola, ma non vorrebbe mai crescere per non perdere quella creativa incoscienza che è insieme la sua forza e la sua debolezza. Un Paese che ha subito un trauma psicologico: i quasi 10 anni di crisi hanno fatto svanire il suo “pensiero felice” quello che, qualunque cosa succedesse, gli permetteva di volare proprio come Peter Pan”.

Tanti i temi trattati. Tra gli altri, l’Euro, il sistema immobiliare, la Flat Tax, il TAEG delle tasse, l’abusivismo edilizio, la tassazione locale, la giungla delle detrazioni, l’Agenzia delle Uscite, l’era della sostituzione delle persone con le macchine, il nuovo potere globale delle donne, lo smart working, il wi-fi libero, il Sud, il costo eccessivo dell’energia, il “Booking.com” italiano, il fumo e il gioco, il pignoramento della prima casa, l’efficienza della giustizia civile, la Procura Nazionale per i reati bancari e finanziari, lo sfoltimento delle società partecipate, l’INPS e la riforma delle pensioni, l’evasione fiscale e previdenziale.
Intervista a Loris Di Francesco, fondatore di Tendastore.it

Intervista a Loris Di Francesco, fondatore di Tendastore.it



Loris Di Francesco lavorava in una grande azienda di produzione artigianale di tende, ma come spesso accade non trovava lo spazio per crescere e che riteneva di meritare. E’ per questo che nel 2007 decide di dare vita ad una propria azienda, la Tendatech, dedicandosi in particolare alle committenze professionali: architetti, società di costruzione, grandi enti. Punta tutto sull’artigianalità, sul design, sull’innovazione del prodotto, con buoni risultati. E’ però nel 2012 che prende la decisione di misurarsi con il web, la prima azienda italiana per la produzione di tende artigianali a puntare sull’e-commerce: nasce così tendastore.it.

Loris crede profondamente nello strumento, si migliora e sopratutto studia le modalità più adeguate per agevolare la scelta via web: idea quindi modalità di personalizzazione sempre più semplici e flessibili, la possibilità di scegliere il tessuto attraverso l’invio a domicilio di campioni di prova, le istruzioni dettagliate per pendere le misure in un “LookBook” completo di istruzioni e metro per prendere le misure. E nasce “Magicroll” la prima tenda a rullo su misura che si installa in 3 minuti, che attraverso un brevetto esclusivo in Italia può correggere facilmente il “fuorisquadro”. tendastore.it è anche tra le prime aziende che realizza video esplicativi per la scelta ed il montaggio delle tende, anche con frequenti “Dirette Facebook” per illustrare le modalità di montaggio “live” e sfruttando appieno le potenzialità dei social media.

Oggi Tendastore è una delle aziende leader in Italia per la produzione di tende a rullo artigianali su misura, con oltre 1000 nuovi clienti ogni anno. Un successo che ha portato l’azienda anche a dare vita dal 2018 ad “Artendis”, nuovo brand che proporrà tutti i tipi di tende da interni, pensato sopratutto per il mercato estero, potenzialmente molto interessante per un prodotto artigianale e fatto a mano in Italia. E continua con l’innovazione di prodotto: a breve Magicroll sarà dotata di batterie, permettendo la sua installazione anche prescindendo dall’allaccio alla rete elettrica e quindi rendendo del tutto autonomi i clienti che volessero “fare da soli”, proponendo un prodotto di alta qualità ma con costi molto ridotti proprio grazie al web.

Ne parliamo con Loris Di Francesco.

Tendastore.it è un significativo esempio di come il web possa dare forza alla piccola impresa artigiana italiana. Come le è nata l'idea di rivolgersi con convinzione   all'e-commerce?

Abbiamo sempre creduto nelle potenzialità del web. Sin dai primi anni dell’impresa artigiana ci siamo posizionati on line tra i primi risultati nei motori di ricerca grazie ad un’intensa attività di SEO con siti web pertinenti e ben strutturati. Vedendo i buoni risultati portati dal web anche in un settore tradizionale, è stato naturale virare in direzione di un prodotto vendibile anche a distanza, traendo vantaggio dall’espansione dell’ecommerce.

Certamente la prima fase non sarà stata facile, quando ha cominciato a capire che poteva davvero essere ad un punto di svolta?

Devo dire che, grazie all’esperienza che avevamo già maturato nel’ottimizzazione per i motori di ricerca internet (SEO), i risultati sono arrivati quasi subito, anche perché Tendastore è stato il primo negozio online a proporre tende su misura e di qualità, ma acquistabili in totale autonomia e di facile installazione. La svolta è arrivata con una nuova linea di prodotti e con il restyling del sito web e delle modalità di acquisto, oltre che con le numerose recensioni positive dei primi clienti.

Quali sono le difficoltà maggiori che ha trovato per la sua strada?

Le problematiche più spinose che abbiamo dovuto affrontare sono state di natura tecnica, durante la ricerca sia in Italia che all’estero, di componenti in grado di soddisfare i requisiti del prodotto che volevamo proporre: solidità, design e facilità di montaggio per il cliente finale. Abbiamo avuto poi la grande fortuna di trovare dei fornitori che hanno creduto nell’idea e ci hanno sostenuto ed incoraggiato.


Nella fase di avvio si è avvalso di consulenti o incubatori?
Ha potuto  usufruire di agevolazioni per sostenere la sua idea di impresa?

All’inizio l’unica consulente che ho avuto è stata mia moglie. Insieme abbiamo fatto ricerche online ed identificato una software house in Vietnam che ci ha guidato nella scelta della piattaforma ecommerce, ed ha sviluppato il primo scarno modulo di configurazione della tenda (scelta del modello, del tessuto, impostazione delle misure). Questo tentativo iniziale ha rappresentato un proof of concept che ha dato immediatamente buoni risultati, per cui abbiamo potuto presentare presso diversi enti e banche dei progetti di finanziamento corredati da dimostrazioni di successo, che ci hanno aiutato molto nella fase di espansione.



La sua attività di web marketing è stata gestita in autonomia o avvalendosi di agenzie o consulenti?

L'attività di web marketing è stata gestita in maniera autonoma, abbiamo voluto seguire in prima persona questa parte delicata per un'attività di vendita online. Devo dire che è determinante far parte di un gruppo di formazione social gestito da Marco Montemagno, figura di riferimento nella comunicazione online, nel quale ci sono decine di altri imprenditori e professionisti con i quali porto avanti quotidianamente test per migliorare le attività web, del resto in questo campo le regole del gioco cambiano ogni giorno ed è importante fare gruppo insieme ad altri imprenditori. 



Presto Tendastore.it diventerà internazionale, che aspettative ha da questo importante passo? Come vi si è preparato?

Sentiamo il bisogno di portare il nostro prodotto all’estero con l’orgoglio del made in Italy e di un’artigianalità che ora è pronta per immettersi nel mercato internazionale. La preparazione a questo passo è iniziata già un anno fa con un intenso studio sul brand positioning e con la ricerca dei paesi potenzialmente più interessati al nostro prodotto.



Quali sono a suo avviso i principali "plus" che le hanno permesso di imporsi sul mercato?

Sicuramente la facilità di trovare online un prodotto su misura e che sia realmente facile da installare. Più che di e-commerce io spesso parlo di e-handcraft e questo è un grande valore aggiunto al web che messo insieme al nostro prodotto di punta Magicroll ci rendono unici.



Quali sono i suoi progetti per il futuro?

I progetti per il futuro sono sempre orientati al mercato internazionale, l'idea che stiamo portando avanti è quella di rendere semplice l'acquisto in qualsiasi parte del mondo di una tenda per interni fatta a mano in Italia.

Link al sito Tendastore: www.tendastore.it
Una voce ancora più forte per gli italiani all'estero

Una voce ancora più forte per gli italiani all'estero


"La cittadinanza". Angela Fucsia FiztGerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta nella ripartizione America settentrionale e centrale, riassume in una sola parola quello che sarà il suo prossimo impegno per gli italiani nel mondo. La deputata uscente, dopo le procedure di registrazione, spiega a 9colonne: "Ciò che interessa di più i nostri connazionali è la questione relativa alla cittadinanza italiana, è il mio primo obiettivo. Voglio presentare subito una proposta di legge. Appena ci insediamo. C'è tanta voglia di iniziare a lavorare presto". A proposito dell'avvio della nuova legislatura Nissoli si dice fiduciosa: "Sono ottimista. Tendo sempre a vedere il bicchiere mezzo pieno. Sono sicura che si troverà un accordo. Spero semplicemente - aggiunge - che noi italiani all'estero avremo una voce ancora più forte. Se noi andiamo al Governo spero di riuscire a portare a casa dei risultati importanti".

"Le donne sono state protagoniste in questa campagna elettorale. Tra le donne non c'è competizione. Se le donne sono intelligenti e se si rispettano tra di loro possono portate a casa dei risultati maggiori rispetto agli uomini". Fucsia Nissoli FitzGerald, deputata uscente di Forza Italia, di nuovo eletta alla Camera nella circoscrizione estero commenta così il voto in "rosa" in Nord e Centro America: alle elezioni del 4 marzo, infatti, sono state tre donne ad aver ottenuto il maggior numero di voti e ad entrare in Parlamento. Per la Camera, riconfermate Nissoli e Francesca La Marca (PD). Al Senato, invece, è arrivata Francesca Alderisi (centrodestra). "Noi donne abbiamo un modo di 'negoziare', mediare ed essere più tolleranti che ci contraddistingue. Forse anche perché molte di noi sono mamme: abbiamo un propensione naturale all'ascolto e alla comprensione, al prendersi cura degli altri. Sono contenta - ha concluso Nissoli - che in Nord e Centro America siano in tre. Sono state elette tre donne e questo è un successo. Lavoreremo insieme per il bene delle nostre comunità" italiane all'estero.
Intervista all'Avvocato Internazionalista Paolo Zagami

Intervista all'Avvocato Internazionalista Paolo Zagami

"Sono ormai più di 10 anni che siamo attivi e per quanto riguarda la Calabria - così dichiara l'Avvocato internazionalista Paolo Zagami intervistato dal Direttore responsabile di Impresa Internazionale - lo Studio Zagamilaw è stato certamente il primo ed è ancora tra i pochi che si occupa di Diritto Internazionale Privato. Non le nego che all'inizio ho incontrato molte difficoltà ma ormai tutta l'Italia si sta internazionalizzando e quindi le interazioni da parte di privati ed aziende con altri ordinamenti stranieri aumentano sempre."

"In linea di massima assistiamo - continua l'Avvocato -  privati e società italiane che hanno interessi personali o professionali nei Paesi di lingua inglese, spagnola e russa oppure - all'inverso - privati e società straniere che devono relazionarsi con il sistema giuridico italiano. Il nostro main core è l'ambito commerciale, il real estate e la fiscalità internazionali ma abbiamo gli strumenti per trattare anche casi ad esempio di diritto di famiglia. Direi che facciamo tutto ciò che riguarda il Diritto Civile in senso lato con esclusione dei profili penali. A partire dal 2012 abbiamo vinto diversi premi che certificano la bontà del nostro lavoro e posso orgogliosamente dire che ormai lo Studio Legale Internazionale Zagamilaw è un brand giovane, forte e riconosciuto in tutta Italia."

Professionista di respiro internazionale, innamorato sostenitore della sua terra, grande amico degli Stati Uniti, sportivo per hobby ma con performance di livello e risorsa sempre disponibile ad attivarsi socialmente e politicamente per la promozione della sua città, della sua regione e del suo paese. ell'intervista, l'Avvocato Zagami ripercorre la sua vita personale e professionale.

Per leggere l'intervista completa clicca sul seguente link:

Intervista a Paolo Zagami, Avvocato Internazionalista
Intervista a Sandro Paniccia, chairman ICA

Intervista a Sandro Paniccia, chairman ICA

Un bilancio in trend positivo e l'aumento della quota export: qual è stata la formula segreta?

Il nostro fatturato vive un trend di crescita che, soprattutto negli ultimi anni, è merito di una strategia precisa, fatta insieme ai miei fratelli Fabio e Piero, che ha puntato molto al processo di internazionalizzazione. Oggi ICA è presente in Spagna, Germania, Polonia, Cina e India con proprie strutture e in più di 50 Paesi con 58 distributori.
Come il fatturato, anche la quota export è in costante crescita, giunta nel 2017 al 56%, mantenendo comunque stabile la posizione in Italia.
La formula vincente si sintetizza in poche parole: innovare processi e prodotti, interna-zionalizzare l'azienda, motivare, responsabilizzare e soprattutto credere nelle persone.

Lei ha accennato nelle sue dichiarazioni l'implementazione del cosiddetto metodo Toyota way che permette un costante controllo e ottimizzazione del sistema per la gestione dei reparti produzione, manutenzione, sicurezza e qualità, ce ne può parlare meglio?

Nel 2017 sono stati portati a termine progetti rilevanti per il controllo e la gestione dei prodotti e dei processi come il Daily management ispirato al Toyota Way. Abbiamo scelto di migliorarci attraverso questo sistema che individua degli indicatori oggettivi per preve-nire e proteggere l'azienda da errori umani e da derive di processo. In pratica, si analiz-za e si valuta la gestione aziendale a vari livelli organizzativi al fine di assicurare il con-seguimento degli obiettivi stabiliti: misurare le performance aiuta così il funzionamento. Se ci sono problemi, si è in grado di intervenire, con una griglia di linee guida, in modo veloce e risolutivo.
Altrettanto importanti sono i progetti digitali innovativi applicati al marketing, tra i quali la nuova piattaforma CRM e aver adottato come strumento interno di comunicazione per i dipendenti un social ideato appositamente per le imprese.

Che ruolo ha la formazione nelle vostre strategie di internazionalizzazione?

La terza generazione della nostra famiglia, Andrea, Claudio e Lorenzo Paniccia, nel 2015 ha ideato ICA Academy, nata per ricercare talenti e valorizzare le risorse umane at-traverso la formazione continua. Oggi ICA Academy è un ente di formazione professiona-le accreditato presso la Regione Marche per l'esercizio delle attività di orientamento e formazione professionale per tre macrotipologie di interventi: formazione superiore, for-mazione continua e obbligo formativo. Parte di questa formazione è rivolta agli area ma-nager e ai tecnici di assistenza che operano nei mercati esteri per far sì che la loro pro-fessionalità sia adeguata e in linea con le strategie di internazionalizzazione pianificate.
Un altro importante ambito formativo è quello che viene rivolto direttamente alla clientela. Ogni settimana organizziamo corsi a clienti che provengono da tutto il mondo facendo lo-ro formazione specifica in base alle loro esigenze, per poi applicare i prodotti che hanno scelto dalla nostra ampia gamma nei più moderni impianti di verniciatura presenti nel nostro nuovo laboratorio Lifelab, continuamente supportati da tecnici specializzati. I clienti che frequentano i nostri corsi molto spesso tornano a casa con un bagaglio fatto anche di nuove idee e ispirazioni visive, grazie al nostro showroom, dove è possibile vi-sionare centinaia di effetti diversi applicati su legno, parquet, serramenti e vetro.

Quali sono i paesi nei quali avete avuto i migliori risultati?

I mercati per noi più importanti sono quelli dove siamo presenti con le nostre società, a questi possiamo aggiungere le altre nazioni dell'UE, dove le nostre vernici a basso im-patto ambientale stanno aprendo uno scenario interessante, e l'Europa dell'Est.

Quali sono gli ostacoli maggiori che avete incontrato lungo questo percorso? E come li avete superati?

L'estrema complessità delle normative vigenti, le tasse doganali e non ultime le differen-ze culturali impongono scelte diverse da mercato a mercato perseguibili solamente at-traverso una professionalità e un'attenzione enormi. In queste nazioni è fondamentale anche riuscire a comunicare bene la qualità dei prodotti e supportare la vendita attraver-so un'organizzazione commerciale e tecnica di alto livello.

Che progetti avete all'estero a medio e lungo termine?

Lo sviluppo delle aree geografiche dove sappiamo di avere un potenziale maggiore vie-ne perseguito in modo diverso in base alle caratteristiche del singolo mercato. Se in In-dia a breve sarà attivo un nuovo stabilimento produttivo, che sarà in grado di coprire le esigenze anche delle aree geografiche limitrofe, in Cina stiamo puntando molto sullo svi-luppo commerciale dei prodotti a basso impatto ambientale, la cui richiesta in questi ul-timi anni è aumentata notevolmente.
Siamo molto concentrati in progetti di sviluppo che coinvolgono gli altri tre mercati dove abbiamo una presenza diretta (Spagna, Germania e Polonia), tramite intensificazione della rete tecnico commerciale e l'ampliamento delle sedi operative e delle filiali.
Il Nord America infine è un altro obiettivo strategico importante per noi, che ci coinvolge-rà sempre di più nel prossimo futuro.
L'industria italiana ha ingranato la marcia giusta

L'industria italiana ha ingranato la marcia giusta


"La crescita della produzione industriale per il 2017, che è quasi raddoppiata rispetto a quella del 2016 ed è superiore alla Francia, insieme a quella dell'export che sfiora l'8%, sorpassando Francia e Germania, e quella presentata ieri degli ordinativi di beni 4.0 delle nostre imprese dell'11% dimostra che l'industria italiana ha finalmente ingranato la marcia giusta.

La strada è ancora lunga per diffondere lavoro, reddito e benessere a tutto il paese. Per riuscirci bisogna continuare a operare seriamente su competenze, investimenti e occupazione, respingendo le ricette suicide di chi tra dazi e tasse sull'innovazione riporterebbe l'Italia rapidamente nel pieno della crisi".

Lo dichiara il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda in riferimento ai dati sulla produzione industriale resi noti dall'Istat.
Rocco Corsetti, Presidente Ecce italia - Consorzio delle eccellenze d'Italia

Rocco Corsetti, Presidente Ecce italia - Consorzio delle eccellenze d'Italia


Laureato nel 2001 in Economia e Giurisdizione d'Impresa presso la LUISS Guido Carli di Roma, Rocco Corsetti è Dottore Commercialista, Revisore Contabile e imprenditore. Dopo un'importante esperienza presso multinazionali nel settore finanziario, ha intrapreso la libera professione come titolare di uno studio commercialista a Roma. È membro della Commissione per gli Studi sul Diritto Societario presso l'ordine dei Dottori Commercialisti di Caserta. Ha ricoperto e ricopre incarichi di revisore e sindaco presso importanti società, enti no profit a carattere nazionale ed enti istituzionali. Esperto in operazioni straordinarie, tax planning, consulenza strategica d'impresa, analisi dei costi e controllo di gestione. Dal 2013 è Presidente di Ecce Italia - il Consorzio dedicato alla promozione delle eccellenze enogastronomiche ed artigianali dei "Borghi più belli d'Italia" - di cui è anche il fondatore.

Ci parli dell'iniziativa, tra quelle che hanno caratterizzato la sua vita lavorativa, che più le sta a cuore;


Per potenzialità e punti di interesse, indubbiamente il Consorzio Ecce Italia, un soggetto aggregatore che riunisce i produttori di enogastronomia e artigianato dei Borghi più belli d'Italia. Si è trattato da subito di un progetto ambizioso e molto impegnativo, che ho fondato con l'avallo dell'Associazione ANCI "I Borghi più belli d'Italia", diventata ormai un vero e proprio "marchio di eccellenza" che veicola lo straordinario patrimonio di arte e tradizioni di questi territori.

Quali fattori hanno portato al successo la sua iniziativa?


Innanzitutto l'attrattiva di un marchio che negli ultimi anni è cresciuto a livelli esponenziali in termini di interesse turistico, tanto da essere posto al centro di importanti iniziative istituzionali. Non a caso il Mibact ha proclamato il 2017 "l'anno dei Borghi", mentre l'anno in corso è dedicato al cibo italiano nel mondo. Le due cose sono strettamente legate, dal momento che ben il 92% delle produzioni certificate del nostro Paese sono prodotte nei piccoli Comuni sotto i 5mila abitanti. Si tratta di un dato evidenziato da una recente ricerca a cura di Coldiretti e Fondazione Symbola, che conferma le enormi potenzialità di questi territori anche in termini economici.
Parlando invece della mia esperienza quotidiana, posso dire di avere potuto contare su un piccolo nucleo di collaboratori che hanno abbracciato sin dall'inizio questo progetto con grande passione ed entusiasmo. Due cose fondamentali per dare concretezza a un'idea che è diventata nel tempo sempre più complessa.

Cosa consiglierebbe ad un giovane che volesse oggi confrontarsi con il settore di sua competenza?

In generale, ai giovani mi sento di consigliare di cimentarsi sempre in ciò che li appassiona. Lavorare per passione è bello perché permette di percepire il lavoro non come un qualcosa di necessario nella vita ma di piacevole. Qualunque sia il contesto, compreso il Made in Italy, "Fai ciò che ami, e non lavorerai mai un giorno nella tua vita".
Da qui il mio invito ai giovani a sognare e a rimanere nel nostro meraviglioso Paese, provando ad immaginare quali potrebbero essere tutte quelle attività che, seppur lucrative, potrebbero dare un contributo alla rinascita sociale del Paese Italia e trovare in questo il vero valore aggiunto.

Si dice che le crisi, in questo caso quella economica, nascondono sempre delle opportunità di cambiamento. Intravede qualche opportunità da cogliere nell'attuale contesto italiano?

Mai come ora a fare la differenza è la creatività individuale, la capacità di immaginare, tanto più efficace quanto più l'originalità dell'idea riesce ad intercettare il bisogno di una comunità.
Negli ultimi anni si può notare un ritorno di interesse verso i territori rurali, soprattutto da parte delle nuove generazioni. Probabilmente territori come quelli dei Borghi, proprio in virtù delle potenzialità a cui accennavo, potrebbero conoscere una "seconda vita" con nuove opportunità di lavoro e di investimento a costi relativamente contenuti. Non parlo solo dell'agroalimentare, ma anche di alcune formule originali di ospitalità, come ad esempio gli alberghi diffusi, o di nuove formule di promozione turistica.

Su quali settori, in espansione attuale o futura, consiglierebbe di puntare ai giovani?

Sicuramente la tecnologia applicata all'agricoltura, che permetta di innovare il processo produttivo senza snaturare la tradizione che ha fatto di un certo prodotto un simbolo dell'eccellenza made in Italy.

Michele Lampugnani, Presidente Confassociazioni Puglia

Michele Lampugnani, Presidente Confassociazioni Puglia


Michele Lampugnani, barese DOC classe 1973, dopo la maturità in Organizzazione e Gestione della Produzione Industriale, si laurea in Economia e Gestione delle Imprese e successivamente e si specializza in Business Administration and Management e in Relazioni Pubbliche e Istituzionali che diventano il suo “pane quotidiano”. Il suo senso del lavoro e la sua passione per la cultura d’impresa lo hanno portato ad assumere numerosi incarichi di rilievo. Idealizza e realizza la più importante Network Community di Puglia che lo porta a divenire un eccellente Marketing Relationship Manager anche a livello nazionale.

Crea “Modello Impresa”, Società di Consulenza Strategica e Relationship Management di cui è Founder e CEO. Innovativo docente e progettista di Alta Formazione, ha creato un folto network di professionisti ed imprese, dando vita all’incontro fra domanda e offerta di lavoro.
Instancabile sostenitore dell’associazionismo professionale è stato socio FERPI e APCO e dal 2013 esperto della legge 4 del 14 gennaio 2013 e 2017 gli viene conferito l’incarico di Presidente di Confassociazioni Puglia.

Ci parli dell'iniziativa, tra quelle che hanno caratterizzato la sua vita lavorativa, che più le sta a cuore ...

Fra le esperienze che più hanno caratterizzato la mia vita professionale c’è sicuramente la creazione e il lancio della “Rete Network&Marketing Relation Obiettivo Puglia”.
Obiettivo Puglia si propone, come momento di incontro e di aggregazione, nel nome di interessi culturali ed economici, proiettati alla crescita umana e civile della comunità di appartenenza e del Territorio.
La rete Network&Marketing Relation Obiettivo Puglia intende valorizzare e tutelare il territorio e le sue economie, riscoprendo le tradizioni, gli usi e i costumi locali, attraverso la valorizzazione condivisa e partecipata dell’identità culturale ed economica, aprendosi, altresì, al dialogo interculturale e ad un concetto di cultura sempre più cosmopolita.
Questa è, oggi, la strada migliore per rifondare le basi e ridare giusta dignità ad un territorio gravido di ricchezze nascoste e, talvolta, involontariamente inespresse. Obiettivo Puglia mira a promuovere e valorizzare le “Eccellenze Locali”: risorse paesaggistiche, industriali, ambientali, gastronomiche, storiche ed artistiche del territorio, favorendo lo sviluppo economico, culturale, dell’ospitalità, del turismo e dei servizi ad essi correlati, organizzando e gestendo eventi e attività ricreative, ambientali, di assistenza alle aziende, di studio, ricerca del mercato e formazione, nonché analizzando ed evidenziando le migliori “Case History” e “Best Practice” delle aziende locali e dell’intero territorio pugliese che hanno contribuito e che ancora contribuiscono a dare lustro alla civiltà locale.
La struttura di Obiettivo Puglia, pertanto, pone le basi delle sue attività principali in tre verbi: promuovere, formare e creare.
Promuovere: il territorio e la sua economia nonchè il suo immenso patrimonio culturale e artistico, attraverso la valorizzazione delle eccellenze di Puglia.
Formare: i giovani, in particolar modo, ad una nuova mentalità imprenditoriale, che sappia coniugare il rispetto del territorio all’innovazione, lo sviluppo alla sostenibilità.
Creare: orientamento all’impresa e sinergie commerciali e operative attraverso la costituzione di una rete territoriale tra imprese, imprenditori e professionisti presenti ed operanti sul territorio che sappiano, attraverso le relazioni, generare nuove sinergie per valorizzare i tesori che la nostra terra offre anche con l’ausilio degli enti locali.
Obiettivo Puglia, pertanto, a fronte della propria Mission e forte della costituzione del più importante circuito di Network e Marketing Relazionale Organizzato dell’intera regione Puglia, attraverso la creazione di una “Network Community” soprattutto di tipo relazionale, è un forte centro d’impulso e destinazione di sinergie da sviluppare tra tutti i protagonisti della crescita del territorio e non solo a carattere locale ma anche nazionale.
L’effetto riconosciuto a Obiettivo Puglia, quindi, è quello di dare una spinta alle realtà produttive locali e ad agevolare le loro strategie commerciali attraverso attività di Network e Marketing Relazionale. In tal senso sviluppiamo specifiche partnership con associazioni, imprese, organizzazioni aziendali e/o istituzioni locali, nazionali e internazionali creando una vera e propria “Community” attraverso cui si possano presentare, rappresentare e dare riferimenti delle proprie “Eccellenze produttive e di servizio”. Focus centrale di questo processo è quello di rendere protagonisti gli operatori, le imprese, le istituzioni e i rappresentanti tutti delle categorie produttive nello sviluppo di strategie innovative, di promozione della propria offerta e del territorio di appartenenza. L’attività che Obiettivo Puglia svolge si concretizza, pertanto, nell’offerta di una Network Community dove fare rete, dove conoscersi e relazionare per la condivisione della promozione delle “Eccellenze locali” e del loro intero sistema economico attraverso un efficace sviluppo di Network e Marketing Relazionale.

Quali fattori hanno portato al successo la sua iniziativa?

Perseguire con ostinazione l’obiettivo perché qualsiasi conquista costa fatica e sudore!
Nulla va dato per scontato... Non bastano certo le conoscenze a spianarci la strada. Per essere uomini e manager, magari di successo, bisogna saper conciliare le due realtà, portando la propria sensibilità in azienda e la propria managerialità fra la gente e nella comunicazione...
Senza mai perdere di vista l’umanità, quella su cui devono fondarsi le relazioni, qualsiasi esse siano.

Cosa consiglierebbe ad un giovane che volesse oggi confrontarsi con il settore di sua competenza?

Avere passione e perseverare nel proprio progetto. Prepararsi ad affrontare i momenti difficili e le sfide quotidiane, spesso impossibili da prevedere. Mantenere la propria mentalitá sempre aperta e in grado di adattare il proprio business model a tutte le innumerevoli innovazioni a cui è soggetto. Impegnarsi a comprendere quali sono le esigenze di coloro che dovranno collaborare o che fruiranno dei relativi servizi (il personale, gli investitori, i partners e certamente i clienti). Creare una cultura all’interno del proprio ambiente di lavoro nella quale essi stessi, per primi, dovranno lavorare.

Si dice che dalle crisi, in questo caso quella economica, nascondono sempre delle opportunità di cambiamento. Intravede qualche opportunità da cogliere nell'attuale contesto italiano?

Spesso mi imbatto in operatori economici, clienti, agenti di commercio, amici imprenditori e mi capita spesso di percepire in loro una grande preoccupazione per il futuro, che è condivisibile visto il clima in cui stiamo viviamo in questi anni.
Ho però fatto alcune considerazioni: l’Italia, nonostante tutto è un Paese con un’economia abbastanza forte, per quanto ultimamente molti se ne sono dimenticati. Siamo tra le prime 10 economie del mondo, nonostante lo sviluppo vertiginoso dei Paesi Emergenti. Ogni giorno nel nostro Paese ci sono persone che si alzano, lavorano e producono, noi inclusi. Come in ogni realtà, ci sono anche i parassiti, gli invidiosi, coloro che ogni giorno gridano al fallimento dello Stato, dell’amico o di quel certo imprenditore di cui magari sono invidiosi, perché solo così possono trovare una giustificazione ai loro fallimenti.
Chi saprà approfittare delle mille occasioni che questa crisi offre e offrirà, uscirà dal tunnel lanciato in velocità, e nessuno lo potrà fermare.
Le occasioni sono spazi di mercato lasciati liberi da aziende che chiudono; possibilità di acquistare a prezzi stracciati partecipazioni in aziende in difficoltà; partecipazione alle aste fallimentari sia di aziende che immobiliari; acquisti di immobili a prezzi che domani sembreranno ‘stracciati’. L’importante è non avere paura.
E’ importante tirare fuori le migliori risorse che abbiamo dentro di noi: preparazione, raziocino, intelligenza e coraggio perché solo così facendo domani non ce ne pentiremo.

Su quali settori, in espansione attuale o futura, consiglierebbe di puntare ai giovani?

Le nuove professioni sono ormai tante … dalla nutraceutica alla green economy, dalla meccatronica alle soft skills, ma la mia analisi è molto più pragmatica e realistica infatti guardando le specifiche realtà sociali ed economiche di ogni sistema locale, e considerando il proprio livello di sviluppo direi che si potrebbero individuare cinque settori-chiave:
Il primo è il lato scientifico-culturale dell’informatica: io penso che si procederà a un’articolazione sempre più raffinata, che premierà i professionisti in grado di cavarsela con moli sempre più pachidermiche di dati, quindi sviluppatori, analisti e sistemisti ma, a mio avviso, anche ricercatori di mercato se la caveranno.
Un altro mondo su cui scommettere per non farsi soffiare il posto da un robot, secondo me, è quello della cura della persona: il mondo occidentale sta invecchiando e alcuni ambiti sono ancora all’origine del proprio sviluppo, dalla telemedicina alla diffusione smart della salute nel complesso; Tecnici medicali, fisioterapisti ma anche specializzazioni al momento rarissime, come esperti dell’ergonomia dei posti di lavoro. E pure i veterinari. Si salveranno, a mio avviso, anche impieghi tradizionali, quelli che supportano questo universo lavorativo, come gli assistenti sanitari, soprattutto quelli domiciliari.
Il terzo campo è quello dell’intelligenza sociale e delle competenze per i new media: mi riferisco alle famose soft skill, quelle che i robot impiegheranno molto tempo a rubarci. Competenze incrociate, sfumature, intelligenza emotiva: si tratta dei mondi legati alle vendite, al marketing, ai servizi alla clientela, nonché i settori della creatività a tutto tondo, che vivono proprio di sfumature e in fondo vendono alle persone una determinata visione della vita.
Il quarto, e qui vorrei l’attenzione dei giovani, l’apprendimento permanente, che è uno eccezionale strumento per cavarsela. Se non si vuole rimanere tagliati fuori dal mercato è necessario continuare ad imparare, senza mai fermarsi. E anche farlo in modo diverso. Sfruttando per esempio i tempi morti, i momenti d’attesa con piccole chicche che possano chiarirci dei punti o frammentare degli aggiornamenti, meglio se scaturiti da interessi, in tante tappe. Piccoli mattoncini d’informazione da coltivare con costanza e ricomporre al momento giusto.
Il quinto comparto è ancora più fluido. È in fondo il lato b del precedente. Mette insieme tutte le qualità che ci consentono di capire su quali business investire e quali siano quelli che valgono davvero, ma soprattutto come farlo, cioè tramite quali strategie. Si salveranno dunque anche i mestieri che girano intorno a queste decisioni, da chi lavora nella finanza in termini di valutazione agli analisti, passando per i revisori, i responsabili di qualità, il mondo della consulenza. Chiunque possa dirci dove stiamo sbagliando e dove convenga puntare.
Marketing Internazionale, la strada per il successo

Marketing Internazionale, la strada per il successo

Ogni qualvolta si identifica il marketing internazionale come un mostro a tre teste da relegare in un angolo il marketing muore. Il riferimento è agli attori aziendali che sono soliti reputare il marketing internazionale di secondo piano, senza capire che lo stesso non è altro che una - necessaria – espansione di quello nazionale.

Adeguarsi a quanto avviene intorno a noi, oggi, risulta l’aspetto focale per un’azienda, e ne concerne che tralasciare il marketing internazionale porrà dei limiti grossi non troppo lontani nel tempo.

Entriamo nel dettaglio. Il fine del marketing internazionale è lo scambio di merci tra due o più paesi, le cui fondamenta si basano su una dettagliata quanto vitale analisi del mercato su cui si vorrà insistere, per coglierne gli aspetti utili alla appena successiva azione strategica.

Quindi, c’è da considerare:

- Paesi verso i quali indirizzare la propria offerta;
- Domanda nei paesi esteri individuati;
- Merce da offrire per soddisfare i bisogni dei segmenti di domanda individuati;

Analisi del mercato e quindi della domanda estera; valutazione dei rischi e minimizzazione dei fattori oggettivamente pericolosi; pianificazione accordi e trattative commerciali; attenta selezione della rete di distribuzione su parametri economici e logistici; strutturazione campagna pubblicitaria.
Questi alcuni dei punti salienti che ogni addetto al marketing internazionale dovrebbe tener ben presenti prima di sedersi al tavolo con l’amministratore delegato per proporgli di varcare nuovi orizzonti, di conquistare nuovi mercati. Quindi, prima di alzare l’asticella - dato per scontato di averne colto i vantaggi – risulta essenziale sapere quali siano gli aspetti rilevanti di una campagna di marketing indirizzata a mercati decisamente diversi rispetti a quelli ordinari.

L’obiettivo primario del marketing internazionale sta nell’individuazione del nevralgico punto d’incontro tra domanda internazionale o domanda di un singolo mercato estero e l’offerta aziendale. Quindi, capire ed esplorare il mercato estero, adeguarsi allo stesso senza sottovalutare le priorità della domanda rispetto all’offerta.

Altri aspetti da tenere in considerazione se si desidera intraprendere quest’avventura sono quelli legati alla modalità di espansione,
vediamo di seguito:

- Espansione semplice: stessi segmenti di destinazione della domanda interna con gli stessi prodotti;

- Sviluppo del prodotto: stessi segmenti ma prodotti nuovi;

- Sviluppo del mercato: segmenti diversi ma stessi prodotti;

- Diversificazione: Nuovi segmenti e relativi nuovi prodotti.

Insomma, il successo è scalabile, ma senza strategia, studio e lungimiranza ci si allontana poco dalla bottega giù casa.

Contributo di Pasquale Incarnato, socio AssoComunicatori
BuyItalianStyle.com, l’e-commerce italiano rivelazione del 2017, adesso sbarca all’estero

BuyItalianStyle.com, l’e-commerce italiano rivelazione del 2017, adesso sbarca all’estero

BuyItalianStyle.com si prepara a parlare inglese: dal gennaio 2018 partirà infatti la nuova piattaforma dell’e-commerce specificatamente pensata per il Regno Unito, con tanti prodotti pensati apposta per quel mercato, per il neonato, la premaman ed una particolare attenzione al corredino.

Per far conoscere meglio i prodotti BuyItalianStyle sarà prevista la possibilità, superato un certo limite di spesa, di avere in regalo la spedizione ed i clienti potranno decidere di pagare nella valuta che preferiscono. Inoltre sono stati pensati una serie di prodotti specifici con frasi adatte al paese di riferimento, in modo da mantenere intatta la caratteristica principale che è quella di comunicare le emozioni e le sensazioni attraverso quello che viene indossato. Ovviamente sarà sempre prevista la possibilità di personalizzare gli articoli, rendendo così partecipe il cliente alla creazione del prodotto.

BuyItalianStyle è senza dubbio l’e-commerce tutto italiano vera rivelazione del 2017: nato dall’intuizione di due imprenditrici campane, Maria e Michela Lombardi. Figlie di imprenditori del settore della produzione di abbigliamento conto terzi, alcuni anni fa decisero di contribuire ad una forte innovazione dell’impresa, avviando un e-commerce con prodotti da loro pensati, disegnati e realizzati. Abbigliamento, magliette, corredini, cuscini, gadget, tutti caratterizzati da simpatia, possibilità di personalizzazione, grande qualità nella realizzazione. Con particolare specializzazione per bambini, premaman e giovani mamme, senza però trascurare i papa’, gli zii ed i nonni.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Maria e Michela Lombardi, riguardo questa loro nuova avventura all’estero:

1) Non capita spesso che un e-commerce tutto italiano cresca tanto e così velocemente, qual'è il vostro segreto?

Il segreto del nostro successo risiede fondamentalmente

- nei prodotti che sono molto belli ed emozionali, in più diamo la possibilità anche di personalizzarli e quindi renderli unici, per cui particolarmente virali sui social;
- nella produzione, in quanto la fase di realizzazione dei prodotti avviene interamente all’interno della fabbrica, il che ci permette di abbattere i passaggi della filiera e creare un rapporto diretto produttore-consumatore;
- nelle competenze acquisite in ambito di vendita on line, sia per quanto riguarda la giusta comunicazione che la gestione della piattaforma on line, che ci permette di gestire gli ordini in modo da coordinare correttamente la logistica anch’essa gestita internamente.
- nell’assistenza clienti, effettuata internamente all’azienda attraverso i nostri call-center.
Insomma il segreto sta nell’avere una gestione a 360 gradi di tutte le fasi più importanti, dal momento in cui viene effettuato l’ordine fino alla consegna, in modo da assecondare ogni esigenza

2) Da gennaio 2018 arriverete per la prima volta all'estero, cominciando dal Regno Unito. Quali sono le vostre strategie? Cosa vi aspettate dal mercato estero?

La nostra strategia non cambia è sempre la stessa, prodotti di ottima qualità, prezzi accessibili, consegna direttamente a casa del cliente in tempi brevissimi con la possibilità di personalizzare tutti i prodotti e renderli unici, ovviamente facendo attenzione al mercato a cui ci andiamo ad approcciare creando linee di prodotti specifici.
Dal mercato estero ci aspettiamo di ottenere lo stesso successo ottenuto in Italia, anche grazie al brand “Italia” che già da solo è sinonimo di qualità ed eccellenza.

3) Avete intenzione di proseguire con la vostra internazionalizzazione? Quali saranno le prossime tappe?

Sicuramente la Gran Bretagna è soltanto il primo passo, una volta consolidata la nostra presenza passeremo ad altre nazioni, ma la nostra ambizioni è quella di poter importare i nostri prodotti nei mercati Europei ed asiatici.

4) Quali sono le principali difficoltà che avete incontrato quando avete deciso di internazionalizzare? E come le avete risolte?

Vere e proprie difficoltà non ne abbiamo avute anche perché per noi si è trattato soltanto di ottenere il prezzo giusto per le spedizioni e creare linee apposite per il mercato di riferimento, il resto è avvenuto in modo automatico, perché comunque tutto verrà gestito dall’Italia.
5) In Italia sull'onda del grande successo dell'E-commerce avete anche avviato una serie di aperture "fisiche" con oltre 15 punti vendita in franchising, intendete proseguire su questa scelta? Pensate di proseguire su questa strada anche all'estero?

Per ora abbiamo deciso di essere presenti solo attraverso la nostra piattaforma on line, non escludiamo però in futuro la possibilità di essere presenti anche retail, anche perché sono già arrivate le prime richieste.
Attilio Lombardi. founder di ItalCommunications, entra nel Consiglio Direttivo del World Food Programme Italia

Attilio Lombardi. founder di ItalCommunications, entra nel Consiglio Direttivo del World Food Programme Italia

Il socio AssoComunicatori Attilio Lombardi è stato nominato membro del Consiglio Direttivo del World Food Programme Italia.

Lombardi, founder dell’agenzia di comunicazione Ital Communications, vanta un importante background nel mondo delle relazioni istituzionali e di media relations. “Ringrazio il Presidente Vincenzo Sanasi d’Arpe per avermi conferito questo nuovo incarico all’interno dell’Organizzazione, per la quale metterò a disposizione le mie competenze volte a sostenere un mondo a #FameZero, secondo i principi del WFP.” Ha così commentato Lombardi.

Il World Food Programme è da sempre in prima linea nella lotta contro la fame nel mondo per raggiungere una maggiore sicurezza alimentare, attraverso programmi di assistenza volti a favorire la costruzione di infrastrutture, la diffusione della conoscenza e la crescita di comunità più solide ed evolute.

“L’impegno del nostro socio Attilio Lombardi in campo sociale ed umanitario – dichiara Carmelo Cutuli, presidente di AssoComunicatori – ci rende estremamente orgogliosi. AssoComunicatori, in quanto associazione Non Profit, incoraggia i propri soci a completare il proprio standing professionale offrendo il proprio contributo pro-bono in organizzazione umanitarie e di servizio, applicando la Golden Rule ovvero ritornando alla comunità quanto di buono si è da essa ricevuto”.
Giuseppe Caltabiano è il nuovo Content Marketing Chief Strategist for EMEA dell’Agenzia Scorch

Giuseppe Caltabiano è il nuovo Content Marketing Chief Strategist for EMEA dell’Agenzia Scorch

Il socio AssoComunicatori Giuseppe Caltabiano, Global Marketing Executive, Keynote Speaker, and Writer è il nuovo Content Marketing Chief Strategist for EMEA dell’Agenzia Scorch, dalla cui sede londinese, Caltabiano, dirigerà le operazioni per Europa, Medio Oriente ed Africa.

Basata a Saint Louis, con sedi a Lisbona, Londra e Singapore, Scorch fornisce strategie e servizi nei settori di Content Marketing, Brand Positioning, Social Media, Digital, SEO/SEM, Graphic Design, ed e’ partner di LinkedIn, Microsoft, GE, Cisco.

Caltabiano, laureato al Politecnico di Milano con MBA alla Bocconi, è residente da anni a Londra. Nel corso della sua esperienza lavorativa ha ricoperto importanti ruoli manageriali in multinazionali nei settori dell’elettronica e dell’energia (National Instruments, Invensys, Schneider Electric) ed oggi è Chief Strategist di Scorch, attività alla quale affianca quella personale di consulente per content & digital marketing, blogger, keynote speaker ed autore. Caltabiano è considerato oggi tra i maggiori esperti di content marketing nel settore B2B in Europa e uno dei maggiori influencers nel settore.

“Siamo onorati di avere tra i nostri associati, l’Ing. Caltabiano, manager italiano con base a Londra, uno dei maggiori esperti mondiali di Content Marketing, disciplina oggi importantissima nel campo del marketing e della comunicazione digitale – dichiara Carmelo Cutuli, presidente di AssoComunicatori – Ad oggi la nostra associazione può contare su un numero sempre crescente di soci residenti al di fuori del nostro Paese. Italiani che si stanno distinguendo nelle varie specializzazioni della comunicazione, del digitale ed anche nel mondo dello start-up d’impresa che vedono nel network specializzato di AssoComunicatori e, per estensione, nel mondo confederale delle associazioni professionali di Confassociazioni, di cui la nostra associazione è parte, un modo per condividere il loro successi – ottenuti al di fuori dei confini nazionali – con i propri colleghi italiani.”
Logistica internazionale: intervista a Francesco Isola, Managing Director di RIF LINE ITALY SPA

Logistica internazionale: intervista a Francesco Isola, Managing Director di RIF LINE ITALY SPA

Nel primo semestre del 2017 Rif Line ha accresciuto in modo significativo sia i volumi che i ricavi. Nel dettaglio abbiamo aumentato del 38% le spedizioni e del 42% i TEUS rispetto allo stesso periodo del 2016. Tutto ciò ha generato un sensibile incremento di fatturato che a maggio ha visto un aumento del 62% rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio, e ciò nonostante che il ramo di business del settore della logistica sia stato conferito nella società controllata CSI alla fine del 2016

Un semestre di crescita straordinaria, complimenti! A cosa è dovuto questo straordinario successo?

Occorre dire per onestà che veniamo da un anno molto complesso, che aveva visto un forte rallentamento del settore, sopratutto per la riduzione della produzione cinese. Ma i risultati che abbiamo avuto vanno ben al di là di un semplice “rimbalzo” del mercato: si tratta di una strategia a medio e lungo termine che sta dando i suoi frutti, sopratutto permettendoci di aumentare il numero dei clienti effettivi. Al di là dei numeri, questo è il vero segnale di una azienda sana, in costante crescita.

Veniamo da un periodo non facile per la logistica internazionale, che prospettive vede per il settore?

La Logistica internazionale è sostanzialmente la spina dorsale dell’economia mondiale. La globalizzazione ha trasformato quasi tutti i business e la logistica rappresenta la base operativa di chiunque operi a livello internazionale. Di conseguenza ritengo che il settore abbia grandi prospettive di sviluppo. La crescita dell’e-commerce, le forme più innovative di de-localizzazione, portano anche la logica stessa a non essere più quella di una volta. Noi non siamo più quelli che “spediscono” merce, ma siamo parte integrante del business. Moltissime aziende ormai acquistano parti di prodotti in luoghi diversi del mondo, le assemblano, le spediscono in luoghi ancora diversi. Il ruolo di una azienda come la nostra quindi diventa del tutto strategico ed è anche per questo che quello che offriamo ai nostri clienti, e che i nostri clienti apprezzano evidentemente, è la capacità di costruire progetti “su misura”.
Progetti che diventano poi parte integrante del loro modello organizzativo: dal magazzinaggio allo stoccaggio, dal trasporto vero e proprio al tracciamento digitale delle merci.
Dopo il rallentamento del 2016, le previsioni generali sull’economia internazionale sugli scambi, sono comunque estremamente incoraggianti: per il 2017 il Fondo Monetario Internazionale prevede una crescita globale del 3,5%, in accelerazione rispetto al 3,2% del 2016. Tale incremento è legato soprattutto alla ripresa stabile delle economie avanzate il cui tasso di crescita, come si diceva è atteso intono al 2,0% ed alla crescita delle economie emergenti che dovrebbero espandersi al tasso del 4,6%.
In tutti i modi molti dei fattori che frenano il commercio mondiale sono poco rilevanti per l’internazionalizzazione italiana, fatta più di qualità che quantità esportata. Per coglierne davvero le opportunità, gli scenari verso il 2018 pongono pero anche diverse sfide ai principali comparti. La Meccanica in particolare dovrà confrontarsi con uno scenario di domanda mondiale in ripresa, ma su ritmi contenuti (2,4% medio annuo nel biennio) a causa di investimenti mondiali ancora sottotono. Saranno migliori però le prospettive per quanti nel settore sapranno intercettare nuovi orizzonti (Vietnam, Indonesia e Africa meridionale tra i principali mercati di frontiera), o per quanti andranno a soddisfare la domanda di tecnologia dei paesi avanzati (Stati Uniti e Germania i più rilevanti per dimensione e crescita) puntando su personalizzazione e servizi per vincere la sfida competitiva dentro mercati sofisticati, ma per questo più remunerativi.

Quali sono a suo avviso i fattori negativi e quelli positivi che potranno influenzare in modo significativo il settore per i prossimi anni?

E’ evidente che atteggiamenti protezionistici da parte di alcune nazioni complichino le cose. Così come gli scenari di instabilità politica o gli episodi di terrorismo, che rallentano fortemente il commercio internazionale in certe aree. Ed anche in Italia certe lungaggini burocratiche delle dogane e la normativa fiscale sono notoriamente un costante freno per lo sviluppo. Ma si tratta di aspetti e problematiche inevitabili, che fanno parte dei gioco tutto sommato. Credo che la tendenza ad una sempre più forte interconnessione economica, e quindi di sempre più ampi scambi internazionali, sia destinata a crescere ulteriormente ed in tale scenario ci sarà sempre più bisogno di una logistica evoluta, tecnologicamente e strategicamente. Una logistica che sappia progettare, affiancare, consigliare, rappresentare.

Quali sono i vostri progetti di sviluppo più immediati? E quelli a più lungo termine?

Nel settore della logistica internazionale c’è la tendenza ad una forte concentrazione verso i grandi gruppi internazionali, questo perché è fondamentale essere presenti nei paesi che sono snodo della produzione o del consumo. Per questo la strategia che stiamo seguendo ormai da tempo è quella di accrescere il nostro network internazionale, in modo di essere presenti sui principali mercati attuali ed in quelli che riteniamo essere i possibili protagonisti del futuro. In questi mesi e nei prossimi, intendiamo quindi rafforzarci in India e nei paesi di quell’area, dal Pakistan al Myanmar e fino al Giappone. Crediamo comunque che ci sia un grande spazio per realtà come la nostra, che non è certo un “grande gruppo”, ma che proprio per le sue medie dimensioni può affiancare meglio le imprese, in modo più personalizzato, in particolare le imprese più piccole, che comunque da tempo ormai si sono compiutamente internazionalizzate. E questo vale ancora di più per l’Italia, dove esistono centinaia di imprese di medie dimensioni che rappresentano vere eccellenze e che non sempre trovano il partner giusto per il mercato globale.
L’altro fronte su cui lavoreremo a breve e medio termine è lo sviluppo tecnologico: ci siamo dotati da non molto di un innovativo sistema di tracciamento satellitare, che permette di far sapere al cliente ogni singolo spostamento della merce, in tempo reale. Ma crediamo che sul fronte del digitale si possa e si debba ancora fare molto per innovare e rendere efficiente il sistema. In generale, come ho avuto modo di scrivere nella mia lettera ai soci in occasione della presentazione dell’ultimo bilancio, vogliamo continuare a crescere, ma sempre unendo il coraggio con una lista prudenza.
Andrea Pietrini, Presidente e fondatore di YourGroup entra nel comitato d'onore della The Watson Society

Andrea Pietrini, Presidente e fondatore di YourGroup entra nel comitato d'onore della The Watson Society

L'imprenditore italiano Andrea Pietrini, Presidente e fondatore di YourGroup ha ricevuto la membership onoraria dalla The Watson Society, associazione di amicizia tra l'Italia e gli Stati Uniti con sede a Roma e a Chicago.

Laureato presso l'Università Bocconi, MBA Executive presso la LUISS Business School, Andrea Pietrini ha ricoperto ruoli di rilievo nel settore M&A, prima in KPMG, dove si è occupato anche di due diligence nelle acquisizioni, poi in IBM South Europe - Alliance, dipartimento che si occupa di operazioni transnazionali e poi si è trasferito come investment manager in FinTech, joint venture tra Telecom Italia e MCC - Central Credit Bank (Banca di Roma, poi Capitalia). E' stato Consigliere di Amministrazione di diverse società italiane ed estere.
Da alcuni anni è Group CFO del Gruppo Terasystem Group, una delle più importanti società tecnologiche italiane, di proprietà della multinazionale EMC2 e del fondo Private Equity Euroqube SA, e più recentemente del Gruppo Solgenia e del Gruppo Sacom dove si occupa della quotazione nel segmento AIM di Borsa Italiana. Nel 2012 ha costituito YourCFO Consulting Group, la prima società di servizi CFO in Italia e negli anni successivi ha sviluppato le divisioni yourHR, yourDIGITAL e yourCEO.
Andrea è anche Senior Advisor di EnVent Capital Markets e membro di IAG - Italian Angels for growth, la più grande Business Angel Association in Italia. È professore di Finanza Aziendale presso la Cabot University e presso la master academy di Corporate Finance alla 24Ore Business School.

"Siamo lieti di accogliere - dichiara Carmelo Cutuli, presidente della The Watson Society - nel nostro Comitato d'onore il dott. Pietrini, Presidente e fondatore di YourGroup. La sua visione, unita ad eccellenti capacità manageriali e competenze tecniche gli ha permesso di costruire un network di professionisti, anche fuori dall'Italia, nei settori cardine della sua Impresa. In particolare il suo operato nel campo della promozione e valorizzazione della figura esecutiva del responsabile finanziario d'Impresa (CFO) ha permesso il definitivo consolidamento nel nostro Paese del mercato professionale connesso a questa specializzazione."

Salvo Mizzi lascia Invitalia Ventures e diventa General Partner di Principia SGR

Salvo Mizzi lascia Invitalia Ventures e diventa General Partner di Principia SGR

Principia SGR rafforza la squadra con due importanti ingressi. Da oggi infatti Salvo Mizzi, ex Amministratore Delegato di Invitalia Ventures, sarà il nuovo General Partner della SGR guidata da Antonio Falcone.

Salvo Mizzi negli anni ha maturato una solida esperienza nel settore del Venture Capital, avendo ricoperto in precedenza anche il ruolo di Ceo di Tim Ventures, il Corporate Venture Capital di Telecom Italia.

Mizzi, avrà la supervisione di tutti i Fondi di Principia e contribuirà anche al lavoro di sviluppo e raccolta dei veicoli.
Insieme a lui da New York arriva anche Rodolfo Quagliuolo già analista di Kairos Partner con recenti esperienze in Emcor Securities e Big Picture Brands dove aveva il ruolo di Senior Vice President. In Principia SGR Rodolfo Quagliuolo avrà un importante ruolo manageriale.

“Sono estremamente orgoglioso di avere nel nostro team due professionalità importanti come Salvo e Rodolfo che daranno un contributo alla nostra squadra portando esperienza e visione in vista di nuove importanti sfide e progetti in cantiere” ha evidenziato Antonio Falcone, Amministratore Delegato di Principia SGR.
Paolo Bomparola, direttore di Marketing01

Paolo Bomparola, direttore di Marketing01

Paolo Bomparola è il Direttore e fondatore di Marketing01, agenzia leader in Italia per il web marketing per il turismo. Quando si scrive “agenzia leader” di solito si fa per retorica, tutti apparentemente sono “leader”- In questo caso però non sono loro ad autodichiararsi, ma è Google che lo ha attestato più di una volta.

Eh si, perché Marketing01 è l’agenzia di web marketing più premiata d’Italia proprio da Google, che gli attribuito i prestigiosi premi “ALLSTAR” e “GAMEON”, classificandola addirittura tra le prime 200 agenzie del mondo. D’altronde è anche naturale che proprio una agenzia italiana, con sede centrale a Perugia, uno dei luoghi più belli d’Italia, si sia distinta proprio per le sue capacità di “vendere” il turismo.

Certamente nel settore c’è molto da fare, visto che tante strutture ricettive, dagli Hotel ai B&B, non sanno ancora sfruttare appieno le potenzialità che offre loro il web, in particolare in un settore come il turismo, che ormai si muove sostanzia,mente solo su internet. Sopratutto il web può essere una opportunità preziosa per “catturare” i flussi turistici che dall’estero, sempre più numerosi, guardano con interesse all’Italia ed alle sue straordinarie bellezze.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Paolo, per parlare della sua azienda, ma anche di come il turismo italiano può diventare davvero più “internazionale”.

Quanto conta davvero per una azienda del settore turistico affidarsi a dei consulenti esperti nel web marketing? In media che percentuale di fatturato può essere sviluppato?

Negli ultimi anni gli investimenti sul digital marketing da parte delle aziende sono cresciuti in modo notevole. Basti pensare che nel 2015 le aziende investivano in media il 2,5% del loro fatturato annuo per attività di marketing online. Percentuale a oggi cresciuta proporzionalmente alla copertura dell’advertising online rispetto ai mezzi cosiddetti tradizionale (tv, radio, giornali), e in alcuni casi aumentata anche del 17%.

Da questo ne deriva che il fatturato sviluppato sarà sempre proporzionale e andrà di pari passo con l’investimento sul digital marketing; tenendo conto sempre della parte di investimento sui media tradizionali, che però, a differenza del marketing online, hanno pochi sistemi di monitoraggio e controllo sui ritorni.

Anche se ormai il turismo internazionale si muove sostanzialmente con il web, ancora molte aziende investono poco. E' quindi ancora un effettivo vantaggio competitivo?

Certamente andare a occupare uno spazio pubblicitario poco sfruttato permette di stare diversi passi avanti rispetto alla concorrenza.

Esistono prodotti "invendibili"? O ritiene che con la giusta strategia tutti possono avere vantaggi effettivi dal web marketing?

Possono esistere prodotti invenduti, ma non invendibili. La giusta strategia cura molti aspetti, non solo il mero messaggio pubblicitario.

A pochi utenti interessa la fredda descrizione di un prodotto. Quella verrà dopo. Prima è importante comunicare il valore aggiunto, coinvolgere emotivamente il consumatore.
Comprendendo i bisogni del consumatore, il prodotto che sembrava “invendibile” diventerà il prodotto giusto.

Un Hotel di 20 stanze e 4 stelle in una città turistica "media" italiana, quanto dovrebbe a suo avviso prevede a budget come minimo per una adeguata strategia di web marketing?

Da analisi Google sappiamo che con una campagna pay per click Google Adwords il 10% dei clic ricevuti porta conversioni utili. Considerato che un clic in media costa 0,50€, noi consigliamo sempre di considerare un investimento di 5€ giornalieri per promuovere bene una camera.

Gli strumenti che Google mette a disposizione tramite AdWords sono numerosi e sempre nuovi, tra le ultime novità quali pensa che possano essere più interessanti per il turismo?

Di certo gli annunci GMail si stanno dimostrando uno strumento efficace per entrare in contatto con gli utenti in modo più mirato e personale.

In questo modo le strutture possono inviare offerte speciali e/o personalizzate direttamente alla casella di posta di clienti che hanno già soggiornato, oppure a clienti che effettuano ricerche e sono interessati a una vacanza nella microarea in cui si trova la struttura.

Ci può raccontare un paio di "Buone prassi", ossia di clienti che hanno avuto risultati significativi grazie alle strategie di web marketing suggerite da Marketing01?

Abbiamo numerosi clienti che seguiamo da anni, di esempi ce ne sarebbero molti. I più diffusi riguardano clienti che hanno drasticamente diminuito l’investimento su OTA e portali, alcuni arrivando addirittura a utilizzare solo ed esclusivamente Google Adwords per la promozione.
Questo perché la commissione media dei portali è di molto più dispendiosa rispetto ai clic che portano conversioni. Infatti tali clienti puntano a riempire i periodi cosiddetti caldi con Campagne Google Adwords, e affidarsi ai portali per coprire i pochi buchi e gli imprevisti dell’ultimo momento.

Per maggiori informazioni: www.marketing01.it
De Priamo (Ipermedia CDE), vice presidente di CONFASSOCIAZIONI Comunicazione

De Priamo (Ipermedia CDE), vice presidente di CONFASSOCIAZIONI Comunicazione

Il direttore di Ipermedia CDE, dott. De Priamo, ha avuto l'incarico di vice presidente Comunicazione con delega all'editoria di Confassociazioni.

Si muoverà per allargare la rete dei produttori di contenuti culturali (editori medi e piccoli, autori, figure professionali di settore) e per metterla in connessione con i grandi network offerti dal professionismo associativo.

CONFASSOCIAZIONI, Confederazione delle Associazioni Professionali, è il soggetto di rappresentanza unitaria delle Federazioni, dei Coordinamenti e delle Associazioni che esercitano attività professionali “non organizzate in ordini e collegi”, in Italia ed in Europa.

In qualità di autonoma parte sociale, CONFASSOCIAZIONI mira alla tutela e alla promozione del sistema associativo delle professioni, valorizzandone il ruolo, anche in termini di pari opportunità, nel sistema costituzionale, legislativo, economico e sociale italiano e nei corrispondenti ambiti europei.

Il settore confederale Comunicazione aggrega le maggiori realtà associative nazionali di professionisti del marketing, della comunicazione e delle relazioni pubbliche.
Stefano Cianciotta, un abruzzese alla guida dell'Osservatorio nazionale sulle infrastrutture di Confassociazioni

Stefano Cianciotta, un abruzzese alla guida dell'Osservatorio nazionale sulle infrastrutture di Confassociazioni

Il docente universitario abruzzese Stefano Cianciotta è stato nominato presidente dell’Osservatorio nazionale delle Infrastrutture, promosso da CONFASSOCIAZIONI, la Confederazione delle Associazioni professionali non organizzate in ordini e collegi, che rappresenta in Italia 650mila professionisti, 340 associazioni professionali e oltre 126mila imprese.

Cianciotta sarà affiancato da Raffaele Morese, già Sottosegretario al Lavoro, da Pietro Putti, docente di Diritto Privato alla Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche e Amministratore Delegato del GME (Gestore dei Mercati Energetici S.p.A.) e da Antonio Ortenzi, editorialista del Sole 24 Ore ed uno dei più importanti esperti in Italia di Project/Program Management in edilizia e nelle infrastrutture.

L’Osservatorio si occuperà di indicare le strategie di sviluppo del sistema infrastrutturale italiano ed europeo, con una attenzione particolare al tema delle smart grid e delle reti. La nomina di Cianciotta arriva, peraltro, in un momento molto significativo per il sistema infrastrutturale italiano, perché nei prossimi 15 anni il Governo ha previsto investimenti pubblici in infrastrutture materiali (strade, ferrovie, porti, acquedotti, ponti) e immateriali (banda ultralarga e tecnologie digitali) per oltre 100 miliardi di euro.

“Alla ripresa economica che lentamente sta diventando strutturale - osserva Cianciotta - manca il contributo fondamentale del settore delle infrastrutture e delle costruzioni, altrimenti già da quest’anno il Pil poteva sfiorare il 2%. Nei prossimi cinque anni il settore delle infrastrutture e delle reti elettriche sarà caratterizzato nel mondo da un dinamismo che non ha precedenti.

Gli investimenti maggiori saranno sostenuti dalla Cina, Paese al quale stanno guardando anche players pubblici importanti come Anas e Rfi - prosegue Cianciotta - ma sarà importante anche in Europa e in Italia ricominciare a investire nelle infrastrutture. Il mio auspicio è che, anche con il contributo dell’Osservatorio, il tema delle infrastrutture non solo torni ad essere centrale nell’agenda della politica, ma venga percepito dall’opinione pubblica come indifferibile e fondamentale per tornare a parlare di crescita e sviluppo”.

“La nomina di Stefano Cianciotta - conclude il Presidente di CONFASSOCIAZIONI, Angelo Deiana - dimostra l’attenzione della nostra Confederazione per un tema strategico come quello delle infrastrutture a rete. L’Osservatorio Nazionale sulle Infrastrutture approfondirà i gap e le mancanze del nostro Paese in questo ambito attraverso la presenza di professionisti di grandissima competenza e la collaborazione di tutta CONFASSOCIAZIONI.